Higuain ha detto sì alla Juve, ora manca solo l’accordo con il Napoli

La Juve non si ferma più e sogna in grandissimo: non Icardi, ma addirittura Higuain. Ieri il club ha raggiunto l’accordo con il Pipita sulla base di 7,5 milioni a stagione per 4 anni. Il vero ostacolo è De Laurentiis che pretende l’intera clausola da 94 milioni ed ha rifiutato le contropartite Rugani, Zaza e Pereyra.

Soccer: serie A, Chievo Verona-Napoli

Il club di Agnelli, comunque, sembra disposto a tutto, anche ad arrivare all’intera cifra chiesta dal Napoli. Ieri, intanto, i bianconeri hanno accolto Benatia, terzo colpo da Champions dopo Dani Alves e Pjanic. Costato 20 milioni tra prestito (2) e riscatto facoltativo (18), oggi l’ex giallorosso firmerà un quadriennale da 2,8 milioni. Ma lo shopping della Signora continua, con buona pace delle rivali italiane, alle prese con cambi di proprietà (Milan e Inter) o capricci assortiti.
Tra oggi e domani i bianconeri vogliono chiudere per il croato Pjaca, l’esterno offensivo in arrivo dalla Dinamo Zagabria per 23 milioni. Dopodiché si aprirà la caccia a un centrocampista (Witsel, Matic o Sissoko) e a un attaccante, due in caso (probabile) di partenza di Zaza, chiamato a rispondere entro lunedì all’offerta del Wolfsburg (25 milioni per la Juve, 3 annui per lui). Se il lucano deciderà di emigrare in Germania, la Juve avrà un tesoretto di circa 55 milioni.
Una ventina di milioni sono stanziati per il brasiliano 19enne Gabigol, che nei prossimi giorni comunicherà al Santos la sua volontà di trasferirsi in bianconero. Il resto del malloppo servirà per dare l’assalto a un top bomber: Cavani, Sanchez, Benzema o il sogno Icardi, già corteggiato da Paratici, anche se l’Inter farà di tutto per non rinforzare i cari nemici bianconeri.
L’eventuale partenza di Pogba potrebbe infine spalancare nuovi scenari: con 120 milioni in più la Juve potrebbe regalarsi altri colpi. Il Polpo per ora non si sbilancia e prende tempo: «Il Manchester United è stata la mia prima famiglia ha detto a Espn -. Se Mourinho chiama? Non saprei cosa rispondere, vediamo, al momento sono felice alla Juve». A Torino sperano che quel momento duri almeno un’altra stagione.

Euro 2016: Italia condannata dai rigori, Germania in semifinale

Si ferma ai quarti l’avventura dell’Italia a Euro 2016. A Bordeaux la lotteria dei calci di rigore premia la Germania, che vince 7-6 e vola in semifinale. Dopo un primo tempo con poche emozioni, i tedeschi la sbloccano al 65′ con Ozil. Boateng ferma con le mani un colpo di testa di Chiellini e al 78′ Bonucci pareggia su rigore. Ai supplementari non cambia nulla: ai rigori l’errore decisivo è di Darmian dopo gli sbagli di Zaza, Pellè e Bonucci.

Quarter final Germany vs Italy

Se la Spagna era una sorta di K2, non c’è dubbio che la Germania rappresenta l’Everest, la cima più alta e difficile da scalare per andare in semifinale e continuare a sognare. I precedenti sono tutti dalla nostra parte. La Germania non ci mai hai battuto in gare ufficiali e ha sempre perso nelle sfide dove la posta in palio era alta: 4-3 nella storica semifinale mondiale 1970; 3-1 nella finale mondiale 1982. E poi, 24 anni dopo, 2-0 proprio in casa loro a Dortmund nella semifinale mondiale del 2006 e in ultimo il 2-1 nella semifinale di Euro 2010 decisa da Hulk Balotelli. Siamo la loro bestia nera, ma i favoriti sono comunque i tedeschi, in quando campioni del mondo. La pressione è tutta sulla Germania, Löw non si fida degli Azzurri e ha studiato delle contromosse, sorprendenti: niente difesa a 4 ancora imbattuta, ma a tre, con l’inserimento di Höwedes per Draxler. Una squadra più coperta per non lasciare nell’uno contro uno Boateng e Hummels. Conte, al contrario, tira dritto per la sua strada e non rinuncia al 3-5-2: al posto dell’acciaccato De Rossi c’è Sturaro, con Parolo spostato playmaker. Per il resto conferma in blocco per la squadra che ha annientato la Spagna. Non sono della gara l’infortunato Candreva e lo squalificato Thiago Motta.
Dopo il minuto di silenzio per la strage di Dacca (uccise venti persone, tra cui 9 italiani), comincia subito la partita a scacchi tra Conte e Löw. Le squadre si rispettano e si temono e a pagare dazio è lo spettacolo, davvero misero nella prima frazione. Come prevedibile sono i tedeschi a fare la partita, ma gli Azzurri confermano nella difesa il loro punto forte e si difendono con ordine senza concedere chance colossali. Il lato debole della Germania è quello presidiato da Kimmich e Schweinsteiger (entrato al 16′ per l’infortunio muscolare a Khedira) ed è proprio dalla loro parte destra che abbiamo le migliori occasioni: prima De Sciglio aspetta quel secondo di troppo per servire Giaccherini a centro-area (sbroglia Boateng), poi è lo stesso giocatore del Bologna a creare scompiglio nella retroguardia tedesca, la palla arriva a Sturaro che fa gridare al gol, ma il piedone di Boateng salva tutto. E’ l’ultima occasione del primo tempo, che fa seguito a un paio di timidi squilli di Gomez (zuccata imprecisa) e Müller, tiro debole verso Buffon dopo un batti e ribatti in area. La posta in palio è altissima e ogni minimo errore può costare carissimo.
Nella ripresa la prima occasione è per i tedeschi, con Florenzi che devia in angolo un tiro di Müller che sarebbe comunque terminato a lato. La Germania prova a metterci all’angolo e al 20′ trova il gol. L’azione parte da un rilancio di Neuer che pesca Gomez bravo a tenere palla e servire Hector, il cui cross viene deviato da Chiellini: Özil è il più lesto e fa secco Buffon. Un pugno in pieno mento e gli Azzurri come pugili suonati accusano il colpo: solo un grande Buffon evita il raddoppio con un autentico miracolo su Chiellini che aveva anticipato Gomez pronto a calciare di tacco. Il gol tedesco cambia il canovaccio del match e ora è l’Italia che deve fare la partita. In soccorso dei ragazzi di Conte, per nostra fortuna, arriva Boateng, che con le braccia alte e lontane dal corpo ferma un colpo di testa di Chiellini: rigore solare. Sul dischetto le gambe non tremano e Bonucci batte Neuer: 1-1, l’Italia c’è e non molla mai. Cuore e grinta non mancano agli Azzurri e per i tedeschi, che già assaporavano la vendetta, è tutto da rifare. Nel frattempo Löw perde anche Gomez (dentro Draxler), mentre il primo cambio di Conte è Darmian per l’esausto Florenzi. Prima del 90′ le occasioni migliori sono nostre, con Pellè e De Sciglio che non inquadrano la porta.
Nei supplementari la fatica viene fuori e le squadre hanno poche energie. Draxler è tra i più freschi, ma spreca tutto: prima calcia alto una girata da pochi passi, poi sbaglia l’ultimo tocco in un contropiede 3 contro 2. La lotteria dei rigori è l’esito a questo punto più giusto e scontato. Le gambe tremano a tanti (sbagliano uno dopo l’altro Zaza, Müller, Özil, Pellè, Bonucci e Schweinsteiger), si va ad oltranza e al 9° penalty Darmian si fa ipnotizzare da Neuer mentre Hector non sbaglia. In semifinale ci va la Germania, che attende la vincente tra Francia e islanda, ma gli applausi sono tutti per una squadra (e il suo allenatore) che ha lottato con le unghie e i denti e che solo la sfortuna ha buttato fuori da questo Europeo.