Salvini incontra il Napoli, selfie con Insigne e Callejon: scoppia la polemica

Nella due giorni a caccia dei ‘caporali’ a Castel Volturno, Matteo Salvini ha avuto il tempo di un breve incontro nel ritiro dei giocatori del Napoli con Lorenzo Insigne e José Maria Callejon.

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Le foto delle strette di mano, degli abbracci e gli immancabili selfie, però, hanno scatenato più di una polemica.
I gruppi di ‘Noi con Salvini’, al Sud e specialmente in Campania, riscuotono sempre più adesioni; a Napoli, però, c’è chi non dimentica il passato. E anche i tifosi azzurri, tra i più appassionati e fedeli d’Italia, non hanno preso benissimo vedere i loro idoli posare insieme a chi, pochi anni fa, cantava famigerati cori razzisti contro i napoletani.

Federica Pellegrini e le molestie: «Violentata sul web da insulti e cattiverie»

«Molestie? Nello sport è diverso. La violenza che devo sopportare io è di un altro tipo, e avviene fuori dalla piscina». È il momento dei me too, del fuoco incrociato e delle accuse che, partito dal mondo dello spettacolo per poi travolgere anche quello della politica, sembra destinato ad andare oltre. Federica Pellegrini descrive il suo di mondo, quello dello sport, che sotto questo aspetto le appare invece quasi privilegiato.

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È ai margini della consegna di un premio, il Paul Harris Fellow del Rotary Noale dei Tempesta (che, come se ne avesse bisogno, le frutta altri due record: quello di unica donna premiata dal club veneziano e della persona più giovane a cui, in tutto il mondo, sia mai stato assegnato il massimo riconoscimento rotariano) che la campionessa interviene sul tema del momento.E confessa, premettendo «le dovute proporzioni», di sentirsi vittima di un altro tipo di molestia, che non avviene in privato ma è sotto gli occhi di tutti, e compare tra i commenti e le reazioni social, sotto ogni notizia che la riguarda, che segue ogni sua dichiarazione pubblica, ogni piccola sconfitta e, per assurdo, anche ogni clamorosa vittoria, celata tra migliaia di complimenti…

Phelps si ritira dalle gare, l’annuncio su Facebook: “Dopo Rio smetto”

«Dopo Londra avevo promesso che non sarei tornato e invece l’ho fatto. Stavolta la mia decisione è definitiva, lo farò veramente, non competerò più a questi livelli». Il fenomeno di Baltimora, Michael Phelps, annuncia così nel corso di un Facebook Live da Rio de Janeiro, il suo ‘nuovò addio alle competizioni. L’atleta più medagliato della storia delle

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Olimpiadi lo fa dopo aver conquistato la 23esima medaglia d’oro ai Giochi che chiude così la sua carriera olimpica tra le lacrime e i tanti successi (28 medaglie in assoluto).
Lo statunitense comunicò il primo addio subito dopo i trionfi di Londra 2012, una decisione poi ritirata che lo ha portato a vincere anche in Brasile. L’ultima in ordine di tempo è stata quella della staffetta nella 4×100 misti. «La mia carriera si è conclusa come io ho sempre desiderato. Ho vissuto un sogno divenuto realtà», ha sottolineato Phelps. Con lui gli Stati Uniti hanno superato il tetto delle mille medaglie d’oro conseguite nella storia delle Olimpiadi. Gli Usa hanno vinto la staffetta nuotando in 3’27«95, nuovo record olimpico, davanti alla Gran Bretagna, argento in 3’29»24, e l’Australia bronzo in 3’29«93.

Rio. Niccolò Campriani e Petra, carabina e amore: “Grazie a lei ho vinto l’oro”

Per il nuovo oro italiano Niccolò Campriani, campione della carabina a Rio, questa Olimpiade è davvero speciale. Già perché anche la fidanzata Petra Zublasing è in gara. Entrambi fanno parte del team degli Azzurri arrivati in Brasile per i giochi ed entrambi sono specialisti della carabina da dieci metri.

Rio: Campriani gold medal, Olympic Games 2016

Solo che Petra la sua occasione l’ha fallita non riuscendo a conquistare il podio nella prima giornata. La coppia, però, ormai è rodata. Il fiorentino e l’altoatesina, erano già assieme sul podio lo scorso anno nella gara mista della carabina ai Giochi europei di Baku. Campriani ha vinto un altro oro dopo quello di Londra e ha dovuto consolare Petra dopo la delusione nella gara di carabina di Rio dove la campionessa mondiale è arrivata 33ª:
“Devo tanto a Petra (Zublasing ndr) – ha detto Niccolò a fine gara – perché in questi ultimi anni non ero la persona più felice del mondo, ho fatto veramente fatica a divertirmi nello sport che facevo e a mantenere la passione viva, lei era sempre lì a supportarmi. Non sarei qui oggi con una medaglia d’oro al collo senza di lei. È successo di tutto in
questi 4 anni, ho fatto fatica ad adattarmi il cambio regole ma oggi sono contentissimo. Questa è la prima medaglia d’oro con le nuove regole. Ho odiato questo sport ma oggi sono felice».

Higuain ha detto sì alla Juve, ora manca solo l’accordo con il Napoli

La Juve non si ferma più e sogna in grandissimo: non Icardi, ma addirittura Higuain. Ieri il club ha raggiunto l’accordo con il Pipita sulla base di 7,5 milioni a stagione per 4 anni. Il vero ostacolo è De Laurentiis che pretende l’intera clausola da 94 milioni ed ha rifiutato le contropartite Rugani, Zaza e Pereyra.

Soccer: serie A, Chievo Verona-Napoli

Il club di Agnelli, comunque, sembra disposto a tutto, anche ad arrivare all’intera cifra chiesta dal Napoli. Ieri, intanto, i bianconeri hanno accolto Benatia, terzo colpo da Champions dopo Dani Alves e Pjanic. Costato 20 milioni tra prestito (2) e riscatto facoltativo (18), oggi l’ex giallorosso firmerà un quadriennale da 2,8 milioni. Ma lo shopping della Signora continua, con buona pace delle rivali italiane, alle prese con cambi di proprietà (Milan e Inter) o capricci assortiti.
Tra oggi e domani i bianconeri vogliono chiudere per il croato Pjaca, l’esterno offensivo in arrivo dalla Dinamo Zagabria per 23 milioni. Dopodiché si aprirà la caccia a un centrocampista (Witsel, Matic o Sissoko) e a un attaccante, due in caso (probabile) di partenza di Zaza, chiamato a rispondere entro lunedì all’offerta del Wolfsburg (25 milioni per la Juve, 3 annui per lui). Se il lucano deciderà di emigrare in Germania, la Juve avrà un tesoretto di circa 55 milioni.
Una ventina di milioni sono stanziati per il brasiliano 19enne Gabigol, che nei prossimi giorni comunicherà al Santos la sua volontà di trasferirsi in bianconero. Il resto del malloppo servirà per dare l’assalto a un top bomber: Cavani, Sanchez, Benzema o il sogno Icardi, già corteggiato da Paratici, anche se l’Inter farà di tutto per non rinforzare i cari nemici bianconeri.
L’eventuale partenza di Pogba potrebbe infine spalancare nuovi scenari: con 120 milioni in più la Juve potrebbe regalarsi altri colpi. Il Polpo per ora non si sbilancia e prende tempo: «Il Manchester United è stata la mia prima famiglia ha detto a Espn -. Se Mourinho chiama? Non saprei cosa rispondere, vediamo, al momento sono felice alla Juve». A Torino sperano che quel momento duri almeno un’altra stagione.

 

Doppietta di Griezmann, Germania ko: la Francia in finale contro il Portogallo

Griezmann contro Ronaldo, qui come in Champions. I finalisti di San Siro si ritroveranno domenica sera a Parigi. Il primo per prendersi la rivincita, l’altro per il bis. Perché in palio ci sarà ancora l’Europa, ma con le loro nazionali, la Francia di Deschamps e il Portogallo di Santos.

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Il 2 a 0 di Marsiglia è il trionfo di Deschamps. Che, nella finale anticipata, dà una lezione di tattica a Loew: sfrutta l’aria di casa del Velodrome e il 4-4-2 in fase difensiva che permette proprio a Griezmann di prendere il volo. Il piccolo diavolo, come lo chiamano qui, fa centro su rigore, dopo l’incredibile gesto di Schweinsteiger. Il capitano colpisce con il pugno il pallone e manda ko la Germania. Griezmann, però, è decisivo nelle ripartenze. Saranno fondamentali per sfiancare i campioni del mondo che, nella ripresa, escono definitivamente di scena. Con Pogba leader del centrocampo e rifinitore chic.
Muller resta a digiuno anche qui, dopo aver fatto cilecca nell’Europeo del 2012 in Polonia e Ucraina. Griezmann, invece, si conferma capocannoniere con la seconda doppietta di questo torneo. La prima l’ha segnata negli ottavi contro l’Irlanda. E’ già a 6 reti, contando anche il gol all’Albania e quello all’Islanda.

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La Francia ritrova il successo in una competizione ufficiale contro la Germania dopo tre tentativi a vuoto e sempre nei mondiali. L’unico prima di questo, nel mondiale in Svezia del ’58. Solo Cristiano Ronaldo può fermare la Francia che torna in finale 16 anni dopo il successo contro l’Italia a Rotterdam con il golden gol di Trezeguet. Stavolta potrebbe riuscirci con il golden boy.