Euro 2016: Italia condannata dai rigori, Germania in semifinale

Si ferma ai quarti l’avventura dell’Italia a Euro 2016. A Bordeaux la lotteria dei calci di rigore premia la Germania, che vince 7-6 e vola in semifinale. Dopo un primo tempo con poche emozioni, i tedeschi la sbloccano al 65′ con Ozil. Boateng ferma con le mani un colpo di testa di Chiellini e al 78′ Bonucci pareggia su rigore. Ai supplementari non cambia nulla: ai rigori l’errore decisivo è di Darmian dopo gli sbagli di Zaza, Pellè e Bonucci.

Quarter final Germany vs Italy

Se la Spagna era una sorta di K2, non c’è dubbio che la Germania rappresenta l’Everest, la cima più alta e difficile da scalare per andare in semifinale e continuare a sognare. I precedenti sono tutti dalla nostra parte. La Germania non ci mai hai battuto in gare ufficiali e ha sempre perso nelle sfide dove la posta in palio era alta: 4-3 nella storica semifinale mondiale 1970; 3-1 nella finale mondiale 1982. E poi, 24 anni dopo, 2-0 proprio in casa loro a Dortmund nella semifinale mondiale del 2006 e in ultimo il 2-1 nella semifinale di Euro 2010 decisa da Hulk Balotelli. Siamo la loro bestia nera, ma i favoriti sono comunque i tedeschi, in quando campioni del mondo. La pressione è tutta sulla Germania, Löw non si fida degli Azzurri e ha studiato delle contromosse, sorprendenti: niente difesa a 4 ancora imbattuta, ma a tre, con l’inserimento di Höwedes per Draxler. Una squadra più coperta per non lasciare nell’uno contro uno Boateng e Hummels. Conte, al contrario, tira dritto per la sua strada e non rinuncia al 3-5-2: al posto dell’acciaccato De Rossi c’è Sturaro, con Parolo spostato playmaker. Per il resto conferma in blocco per la squadra che ha annientato la Spagna. Non sono della gara l’infortunato Candreva e lo squalificato Thiago Motta.
Dopo il minuto di silenzio per la strage di Dacca (uccise venti persone, tra cui 9 italiani), comincia subito la partita a scacchi tra Conte e Löw. Le squadre si rispettano e si temono e a pagare dazio è lo spettacolo, davvero misero nella prima frazione. Come prevedibile sono i tedeschi a fare la partita, ma gli Azzurri confermano nella difesa il loro punto forte e si difendono con ordine senza concedere chance colossali. Il lato debole della Germania è quello presidiato da Kimmich e Schweinsteiger (entrato al 16′ per l’infortunio muscolare a Khedira) ed è proprio dalla loro parte destra che abbiamo le migliori occasioni: prima De Sciglio aspetta quel secondo di troppo per servire Giaccherini a centro-area (sbroglia Boateng), poi è lo stesso giocatore del Bologna a creare scompiglio nella retroguardia tedesca, la palla arriva a Sturaro che fa gridare al gol, ma il piedone di Boateng salva tutto. E’ l’ultima occasione del primo tempo, che fa seguito a un paio di timidi squilli di Gomez (zuccata imprecisa) e Müller, tiro debole verso Buffon dopo un batti e ribatti in area. La posta in palio è altissima e ogni minimo errore può costare carissimo.
Nella ripresa la prima occasione è per i tedeschi, con Florenzi che devia in angolo un tiro di Müller che sarebbe comunque terminato a lato. La Germania prova a metterci all’angolo e al 20′ trova il gol. L’azione parte da un rilancio di Neuer che pesca Gomez bravo a tenere palla e servire Hector, il cui cross viene deviato da Chiellini: Özil è il più lesto e fa secco Buffon. Un pugno in pieno mento e gli Azzurri come pugili suonati accusano il colpo: solo un grande Buffon evita il raddoppio con un autentico miracolo su Chiellini che aveva anticipato Gomez pronto a calciare di tacco. Il gol tedesco cambia il canovaccio del match e ora è l’Italia che deve fare la partita. In soccorso dei ragazzi di Conte, per nostra fortuna, arriva Boateng, che con le braccia alte e lontane dal corpo ferma un colpo di testa di Chiellini: rigore solare. Sul dischetto le gambe non tremano e Bonucci batte Neuer: 1-1, l’Italia c’è e non molla mai. Cuore e grinta non mancano agli Azzurri e per i tedeschi, che già assaporavano la vendetta, è tutto da rifare. Nel frattempo Löw perde anche Gomez (dentro Draxler), mentre il primo cambio di Conte è Darmian per l’esausto Florenzi. Prima del 90′ le occasioni migliori sono nostre, con Pellè e De Sciglio che non inquadrano la porta.
Nei supplementari la fatica viene fuori e le squadre hanno poche energie. Draxler è tra i più freschi, ma spreca tutto: prima calcia alto una girata da pochi passi, poi sbaglia l’ultimo tocco in un contropiede 3 contro 2. La lotteria dei rigori è l’esito a questo punto più giusto e scontato. Le gambe tremano a tanti (sbagliano uno dopo l’altro Zaza, Müller, Özil, Pellè, Bonucci e Schweinsteiger), si va ad oltranza e al 9° penalty Darmian si fa ipnotizzare da Neuer mentre Hector non sbaglia. In semifinale ci va la Germania, che attende la vincente tra Francia e islanda, ma gli applausi sono tutti per una squadra (e il suo allenatore) che ha lottato con le unghie e i denti e che solo la sfortuna ha buttato fuori da questo Europeo.

Euro 2016, lʼItalia va: Giaccherini-Pellè, 2-0 al Belgio

L’Italia c’è e adesso tutti dovranno fare i conti con gli Azzurri. Con i gol di Giaccherini e Pellè la Nazionale di Antonio Conte batte 2-0 il Belgio a Lione e balza in testa al gruppo E. Una partita durissima, giocata con grande intensità. Illuminante l’assist di Bonucci per il vantaggio. Nella ripresa tante occasioni per gli azzurri, culminate nel raddoppio di Pellè al 92′ dopo l’ennesimo contropiede.

Group E Belgium vs Italy

Sì, l’Italia c’è e c’è con tutte le caratteristiche che le competono. Ha la faccia insaguinata di Conte, quella cattiva di Bonucci, quella stralunata di Giaccherini, quella feroce di Pellè. Non è una celebrazione, ma un 2-0 al Belgio, squadra seconda nel ranking Fifa, indicata da tutti come potenziale favorita degli Europei è una dimostrazione di forza e un’iniezione di fiducia che non devono, però, far perdere la barra al gruppo.
La consapevolezza, però c’è: e la vittoria è arrivata con gli ingredienti cari a Conte. Una squadra compatta, cattiva, determinata. Ottima in difesa, pasticciona nelle ripartenze, ma brava a far male. I gol di Giaccherini e Pellè sono altri due indizi di come questa squadra sia al cento per cento figlia di Antonio Conte.
Solidità, ma blocco un po’ basso. Compattezza, ma poche ripartenze. Attenzione, ma un pizzico di scarsa personalità. L’inizio dell’Italia è a due facce. L’area di rigore di Buffon resta sgombra da pericoli, ma gli azzurri sono poco propositivi. Il Belgio si affaccia trovando corridoi centrali, sfruttando il lavoro di Fellaini che apre varchi per le conclusioni di Nainggolan, che prima impegna Buffon, poi spara a lato.
Fino al 30′ manca il guizzo: l’unico squillo azzurro è un destro a giro di Pellè che non spaventa Courtois. Poi, all’improvviso, l’illuminazione, nello “Stadio delle Luci”. Arriva su un asse quasi storico per Conte, sicuramente bianconero: Bonucci, dal cerchio di centrocampo, dipinge un lancio da numero 10. La difesa del Belgio è schierata, ma non legge il pallone profondo: Giaccherini, fino a quel momento uno dei più in difficoltà, scappa, stoppa e trafigge Courtois con un grande gesto tecnico. È una scossa, un colpo che intontisce il Belgio e gasa gli Azzurri: Candreva scuote i guantoni di Courtois, Pellè spreca di testa un rigore in movimento da pochi passi. Il Belgio reagisce, ma non punge anche grazie ai ripiegamenti degli interni, Giaccherini su tutti.
Nella ripresa si aprono gli spazi: la partita è più aperta e l’Italia fallisce tre chiare occasioni per ripartire, fallite per imprecisioni pacchiane. Gli azzurri addirtura si sbilanciano e il Belgio fallisce un clamoroso contropiede con Lukaku, che spreca a tu per tu con Buffon sfiorando l’incrocio. Sul capovolgimento di fronte Courtois mette il mantello di Superman e vola parando un bel colpo di testa di Pellè, quasi a colpo sicuro.
Il Belgio si riversa in avanti, Conte toglie Darmian, il peggiore, e inserisce De Sciglio. Wilmots sceglie la freschezza di Mertens, Origi e Carrasco. La difesa azzurra non sbanda mai, anche se i ripiegamenti diventano sempre più faticosi. L’Italia sbaglia troppo in uscita, regalando al Belgio la possibilità di fare male. Buffon non deve compiere parate, ma la pressione dei Diavoli Rossi è costante e sfocia in un colpo di testa da due passi di Origi e in una palla velenosa che danza nell’area piccola.
I metri che vengono concessi dalla squadra di Wilmots sono però tantissimi: Immobile, subentrato a Eder, costringe Courtois ad un’altra parata da urlo sugli sviluppi di una cavalcata in contropiede. I minuti finali sono di sofferenza totale: Clattenburg usa un metro bizzarro (quattro gli azzurri ammoniti) che fa infuriare il sanguinante Conte. Sì, perché in occasione del gol di Giaccherini il ct si scontra nell’esultanza con Zaza, sanguinando per una ferita al volto per quasi tutta la partita.
Ma la seconda esultanza è dolce, liberatoria e per niente dolorosa: sull’ennesimo contropiede spinto da Immobile, al 92′, Candreva ha la freddezza di servire Pellè che al volo si riscatta e segna un gol bellissimo e definitivo. Belgio al tappeto, Italia gonfia d’orgoglio: quello del suo ct Conte e di tutti gli azzurri scesi in campo.

Nina Moric contro Paola Ferrari: “Piuttosto che vedere cellulite e pelle a buccia d’arancia lavoro gratis”

Ultimamente Nina Moric non si fa pregare e dalla sua pagina Facebook regala post abbastanza pepati. Ha iniziato tempo fa con Belen Rodriguez e ora ha scelto un nuovo bersaglio, Paola Ferrari.

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Durante la puntata di “Il Grande Match” su Rai1, Nina ha tuonato dal suo account, postando un’immagine della conduttrice: “Comunque io in Rai mai potrei lavorare perché Equitalia mi porterebbe via i Soldi ( grazie al mio matrimonio in comunione dei beni ) .. Tuttavia piuttosto che vedere questa cellulite e questa pelle a buccia d’arancia ci vado anche gratis”.

Selfie con i segni del cancro alla pelle: “Colpa dei lettini abbronzanti”

Non aveva ancora 30 anni quando la diagnosi la lasciò sotto choc: “cancro alla pelle”. Da quel giorno di quasi due decenni fa Judy Cloud combatte per sconfiggere il suo male. In un post la donna, ora 49enne, ha mostrato l’evoluzione della sua condizione e l’ha fatto per mettere in guardia le persone dai lettini abbronzanti e dalla superficialità nell’utilizzo delle creme abbronzanti. ”

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Questo è il cancro della pelle – scrive Judy su Facebook – Questo è il risultato dell’utilizzo dei lettini abbronzanti quando ero più giovane. Questo è il risultato di numerose scottature da bambina e da adolescente, e del non essere rigidi circa l’applicare la protezione solare”.

Secondo quanto riporta il sito Self.com, l’americana ora sta superando la malattia e in un post successivo ha pubblicato una sua foto dopo l’ultimo dei numerosi interventi effettuati del suo chirurgo plastico. Dovrà soffrire ancora per la rigenerazione dei tessuti e prima di un anno non sarà guarita al 100%.

Pelle bella e giovane? Il segreto della modella blogger vi stupirà

Un segreto intimo, per un pelle giovane e bella. E la cosmetica è… fai da te. O quasi.
Tracy Kiss, modella e blogger 28enne, sostiene che la cosmetica fai da te mantiene la sua pelle luminosa e morbida al tatto, e ha voluto raccontare con un video su Facebook il suo segreto di bellezza e i benefici che comporta sul suo volto.

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La modella sostiene nel video che lo sperma spalmato sul suo colto renda la sua pelle bella, morbida e giovane. E i tabloid britannici le hanno dedicato ampio spazio, dopo che i suoi 150.000 fan hanno apprezzato la scelta cosmetica.
Nel video tutorial Tracy Kiss mostra come mettere il trattamento di bellezza sul proprio viso. La modella riceve quotidianamente da un amico il quantitativo di sperma necessario per il suo trattamento di bellezza.

Deni si fa fare un tatuaggio a sorpresa: “All’inizio non mi piaceva, ora lo amo”

Farsi fare un tatuaggio, senza sapere cosa venga impresso sulla nostra pelle.
E’ quanto ha fatto Deni Kirkova che si è fatta tatuare un disegno a mano libera da Jay Freestyle, un tatuatore molto popolare ad Amsterdam.

20150330_94317_img_3932La ragazza non ha potuto vedere il risultato dell’opera finchè non era terminata, cosa che ha aumentato a dismisura il suo nervosismo, tanto che all’inizio non riusciva a mandare giù quel disegno così grosso, che le aveva occupato gran parte del fianco.
“All’inizio mi sembava un disastro, ma ora mi piace e più lo guardo e più lo amo – commenta Deni Kirkova – Normalmente, per eseguire un tatuaggio … <<<continua>>>