Alessandra Ambrosio tutta nuda sui social

Una catenina al collo e una veretta al pollice sono le uniche cose che Alessandra Ambrosio indossa in uno scatto social in bianco e nero. Il sexy angelo mette a nudo le sue curve a dir poco perfette, dal seno al ventre, alle natiche. E intanto si prepara a calcare la passerella del Victoria’s Secret Fashion Show, appuntamento che verrà trasmesso in televisione il 5 dicembre sul canale CBS.

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La supermodella brasiliana dalle misure invidiabili regala immagini hot sul profilo Instagram con due foto in cui compare completamente nuda. In una in bianco e nero, sdraiata sugli scalini con la pelle bagnata copre appena le sue parti intime, nell’altra posa mentre si rinfresca con una doccia all’aperto. Sono scatti che stuzzicano e infiammano gli animi dei follower.
L’Ambrosio in questi giorni si sta preparando per uno spettacolo meno virtuale ma altrettanto celestiale in veste di angelo. Si avvicina infatti la data del Victoria’s Secret Fashion Show, che quest’anno si terrà a Parigi e verrà trasmesso in televisione a dicembre. Un evento atteso per il quale Alessandra e le altre modelle (52 in totale, di cui 12 “angeli”: Adriana Lima, Lily Aldridge, Elsa Hosk, Romee Strijd, Martha Hunt, Taylor Hill, Josephine Skriver, Sara Sampaio, Josephine Skriver, Stella Maxwell, Lais Ribeiro e Jasmine Tookes, che indosserà l’annuale Million Dollar Bra di pietre preziose) stanno seguendo un regime alimentare rigoroso e un duro allenamento fisico.

Kim Kardashian, la collana caduta sul marciapiede e il silenzio social

Per chi si fosse appassionato al giallo della rapina di Kim Kardashian a Parigi, ecco serviti nuovi sviluppi sulla vicenda che ha senza dubbio dei lati oscuri. E’ stata infatti ritrovata da un passante per strada la sua croce di diamanti dal valore di 33 mila dollari, poi riconsegnata alla polizia. Ladri dilettanti o abile piano per confondere le idee? E’ ancora tutto da scoprire, nel frattempo Kim, la cui versione non ha mai convinto del tutto, ha i social fermi da una settimana.

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Riuscire a seguire tutti i vari passaggi legati alla rapina di Kim in occasione della settimana della moda a Parigi non è cosa semplice: legata e imbavagliata nel bagno dell’Hotel Particulier, con tanto di pistola puntata alla tempia, Kim si è vista sottrarre sotto il naso i suoi preziosi dal valore di 9 milioni di dollari da alcuni malviventi che poi pare si siano dati alla fuga in bicicletta riuscendo addirittura a perdere una collana da 33 mila dollari. Svista da dilettanti? Secondo gli investigatori i ladri avevano pianificato tutto al dettaglio, dalla fuga sulle due ruote alla perdita del gioiello per far credere di essere alle prime armi. Ovviamente, dopo il giro dell’isolato in bici si sono dileguati con un mezzo più veloce scomparendo nel nulla.
Il ciondolo di diamanti è stato recuperato per strada da un passante che lo ha consegnato alla polizia. Nel frattempo Kim, a Los Angeles, ha rinforzato il team di bodyguard e si è concessa una pausa sui social.

Portogallo-Francia 1-0: lusitani campioni dʼEuropa

Il Portogallo è campione d’Europa. Nella finalissima di Saint-Denis si è consumato il dramma sportivo della Francia padrona di casa, battuta 1-0 ai supplementari da una rete di Eder al 109′. Per i lusitani di Santos è il primo titolo internazionale ed arriva dopo una partita giocata in gran parte senza l’aiuto di Ronaldo, uscito infortunato dopo venti minuti. Dopo il palo di Gignac al 92′ e la traversa di Guerreiro al 108′, il sinistro decisivo.

Final Portugal vs France

Portogallo è campione d’Europa e chi meglio della squadra di Santos sa che genere di colpo ha inferto alla Francia padrona di casa. A dodici anni da quello psicodramma sportivo subito sulla propria pelle, i lusitani si prendono il trono d’Europa al Saint-Denis e senza il suo uomo migliore, quel Cristiano Ronaldo costretto ad abbandonare la barca dopo aver provato a portarla in porto con una gamba sola. A decidere la finalissima e scrivere la storia ci ha pensato uno che in Francia ci gioca, a Lille, con un sinistro perfido dopo centonove minuti di battaglia. Eder come Charisteas per una rivincita con il destino che ha punito la nazionale di Deschamps, sfortunata sul palo di Gignac al 92′ ma mai troppo convinta nel chiudere il match. Di questo match rimarranno le lacrime: dei tifosi francesi, di quelli portoghesi e di Ronaldo, di dolore prima e di grandissima gioia poi.
La storia del Portogallo, di questo Portogallo, sarà ricordata a lungo. Una squadra a rischio eliminazione praticamente sempre e capace invece, con un pizzico di fortuna e tantissima tenacia, di mettere in fila tutti e conquistare il primo titolo della propria storia per di più in trasferta, in Francia contro i padroni di casa, soffrendo dal primo all’ultimo minuto ma reggendo con tattica, ordine e cuore per le due ore di gioco. Del resto il copione dei portoghesi è stato chiaro da subito, così come la buona Luna che li ha portati a vincere Euro 2016 vincendo una sola partita nei novanta minuti. Pazzesco. Nella finale di Parigi però la differenza l’ha fatta la compattezza con una squadra che privata della propria stella ha saputo fare gruppo, resistere e ripartire, barcollando ma senza crollare sotto i colpi di Griezmann e soprattutto Sissoko. Il palo di Gignac nel recupero quella botta di fortuna che non guasta mai, salvo restituirla ai francesi con la traversa di Guerreiro su punizione (che non c’era) ai supplementari. Poi il mancino di Eder a sorprendere Lloris e la festa sugli spalti dello Stade de France.
Dall’altra parte della barricata la storia triste della serata, quella della Francia dei giovani che per una volta ha fallito l’appuntamento col trionfo davanti ai propri tifosi, sfiorandolo ripetutamente ma senza raggiungerlo. I limiti dei Galletti sono emersi con l’aumentare della convinzione portoghese, ma quella vista nell’ultimo atto dell’Europeo è stata la brutta copia delle ultime uscite. Questione di dettagli, di centimetri a volte, come quelli che hanno negato in un paio di occasioni il gol a Griezmann, bravissimo ma non letale negli inserimenti. Oppure di scelte, come l’arretramento deciso di Pogba lontano dalla porta e dal gioco, quasi sprecato da Deschamps per dare a Sissoko campo e forza rispediti al mittente dalle parate di Rui Patricio. Poi il crollo nei supplementari, fisico prima e nervoso poi dopo il gol subito a cui non è corrisposta una vera e propria reazione. E allora tutti a rimpiangere quel palo di Gignac, e forse quel pullman scoperto per il trionfo previsto esposto troppo in fretta nel pomeriggio parigino. C’est la vie, e la vita questa volta ha premiato il Portogallo. E Cristiano Ronaldo.

Doppietta di Griezmann, Germania ko: la Francia in finale contro il Portogallo

Griezmann contro Ronaldo, qui come in Champions. I finalisti di San Siro si ritroveranno domenica sera a Parigi. Il primo per prendersi la rivincita, l’altro per il bis. Perché in palio ci sarà ancora l’Europa, ma con le loro nazionali, la Francia di Deschamps e il Portogallo di Santos.

Soccer Euro 2016 Germany France

Il 2 a 0 di Marsiglia è il trionfo di Deschamps. Che, nella finale anticipata, dà una lezione di tattica a Loew: sfrutta l’aria di casa del Velodrome e il 4-4-2 in fase difensiva che permette proprio a Griezmann di prendere il volo. Il piccolo diavolo, come lo chiamano qui, fa centro su rigore, dopo l’incredibile gesto di Schweinsteiger. Il capitano colpisce con il pugno il pallone e manda ko la Germania. Griezmann, però, è decisivo nelle ripartenze. Saranno fondamentali per sfiancare i campioni del mondo che, nella ripresa, escono definitivamente di scena. Con Pogba leader del centrocampo e rifinitore chic.
Muller resta a digiuno anche qui, dopo aver fatto cilecca nell’Europeo del 2012 in Polonia e Ucraina. Griezmann, invece, si conferma capocannoniere con la seconda doppietta di questo torneo. La prima l’ha segnata negli ottavi contro l’Irlanda. E’ già a 6 reti, contando anche il gol all’Albania e quello all’Islanda.

Soccer Euro 2016 Germany France

La Francia ritrova il successo in una competizione ufficiale contro la Germania dopo tre tentativi a vuoto e sempre nei mondiali. L’unico prima di questo, nel mondiale in Svezia del ’58. Solo Cristiano Ronaldo può fermare la Francia che torna in finale 16 anni dopo il successo contro l’Italia a Rotterdam con il golden gol di Trezeguet. Stavolta potrebbe riuscirci con il golden boy.

Sorpresa Croazia, 2-1 con la Spagna e prima nel girone: iberici avversari dell’Italia agli ottavi

Ancora una volta la partita infinita: c’è la Spagna di Del Bosque sulla strada degli azzurri nell’ottavo di finale dell’europeo di calcio. Lunedì a Parigi si affronteranno le finaliste dell’ultima edizione, protagoniste di una partenza lanciata qui a Francia 2016, in un crudele spareggio per arrivare «semplicemente» ai quarti . Alla fine all’Italia di Antonio Conte tocca l’avversario peggiore, non quella Croazia a lungo virtualmente negli ottavi di finale per l’andamento dei risultati in parallelo del gruppo D.

Croazia vs Spagna

Iniesta e compagni, che erano a punteggio pieno in classifica, finiscono invece battuti 2-1 e inopinatamente secondi dopo avere a lungo tenuto in mano il pallino della gara di stasera, essere andati in vantaggio, essersi fatti riprendere in finale di primo tempo e avere fallito un rigore con Sergio Ramos a metà ripresa: prima che una giocata strepitosa di Perisic in chiusura di partita ribaltasse risultato e considerazioni. Quella sull’iniquità di un tabellone palesemente più impegnativo dalla parte dell’Italia che nell’altra, con nazionali di prestigio come Francia, Germania e Crazia, oltre alla stessa Spagna e agli azzurri, lascia il tempo che trova. Di certo c’è solo che la strada verso il titolo si inerpica ora considerevolmente dopo la girandola non ultimativa di gironi eliminatori in cui passano anche alcune terze classificate. Sul piano dell’ordine pubblico la bella giornata che finalmente Bordeaux ha regalato ai tifosi dell’europeo aveva accreditato nell’immediato pre-gara segnali incoraggianti (e comunque in controtendenza con le minacce di disordini circolanti in contemporanea su internet), con i sostenitori delle due squadre a fraternizzare nelle vie del centro.
In avvio, Del Bosque non aveva ceduto alla tentazione del turn over, confermando l’11 che aveva strapazzato nella seconda giornata la Turchia: modulo il 4-3-3 con attaccanti Silva, Nolito e Morata, ormai praticamente ex della Juve. Croazia invece schierata da Cacic con un 4-2-3-1 privo di Modric e Mandzukic (entrambi fermi per evitare che i loro acciacchi peggiorino e precludano loro il cammino ulteriore nell’europeo) e gli «italiani» Perisic, Badelj, Kalimic e Vrsaliko in campo. Partiva forte la Croazia, ma al primo attacco passava la Spagna: succedeva al 7′, su azione combinata e bellissima tra Silva, Fabregas e Morata che metteva in rete a due passi la palla del suo terzo gol all’europeo. La squadra di Cacic provava a reagire (al 12′ Kalinic tentava il destro, De Gea metteva in angolo, e al 14′ Rakitic con un pallonetto colpiva prima la parte inferiore della traversa e poi il palo) ma riprendeva il monologo di giropalla spagnolo.
Andavano al tiro a più riprese Nolito, Morata e Fabregas, sbagliavano occasioni clamorose Sergio Ramos e Morata. E invece una prodezza mista Perisic-Kalinic, con il fiorentino fenomenale a mettere di tacco in rete su cross dalla sinistra dell’interista, riequilibrava il risultato nonostante il mostruoso possesso palla iberico: oltre il 70%. Nella ripresa i croati forzavano i tempi, ma al 12′ De Gea salvava su Jedvaj e in rovesciata Pjaca sfiorava il palo. Al 19′ un guizzo di Pjaca finiva con il croato a terra in area e le proteste dei tifosi di Zagabria. Sergio Ramos di testa mandava a lato di pochissimo al 21′. Al 25′ però, su lancio in area, Vrsaliko metteva a terra da dietro Silva: l’arbitro olandese Kuipers stavolta fischiava il rigore, che Sergio Ramos si faceva parare da Subasic calciando centrale e fiacco. La partita sembrava finire lì: e invece al 42′ su azione di contropiede Perisic di sinistro metteva in rete sul primo palo ‘regalandò all’Italia il brivido di un ottavo di finale con la Spagna.

Euro 2016, Germania-Polonia 0-0: Milik grazia i tedeschi

Finisce senza reti la sfida tra Germania e Polonia valida per la seconda giornata del gruppo C di Euro 2016. Allo Stade de France lo 0-0 porta le due nazionali a quota quattro punti, ma sono della Polonia le occasioni migliori e sempre capitate a Milik. L’attaccante di Nawalka prima non colpisce a pochi passi da Neuer, poi liscia all’altezza del dischetto un pallone d’oro. Per i tedeschi solo una occasione per Ozil al 61′.

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Le assenze, l’orgoglio polacco, la cabala. Che la Germania non arrivasse col massimo dell’entusiasmo alla seconda sfida, storicamente ostica, del girone C di Euro 2016 era risaputo, ma che al fischio finale di un combattuto 0-0 fosse la Polonia a recriminare maggiormente in pochi l’avrebbero ipotizzato. Invece lo Stade de France di Parigi si è confermato uno stadio tabù per la Germania di Loew che quattro volte sulle ultime cinque comparsate parigine non hanno trovato gol. Contro la Polonia il protagonista però è stato Milik, il match winner della prima sfida polacca, con due grossolani errori con Neuer alla portata. Per i tedeschi, invece, tanta confusione e poche occasioni importanti.
Germania e Polonia del resto si conoscono a memoria e non solo per ragioni culturali, geografiche e anagrafiche. Anche e soprattutto perché le due erano inserite nello stesso girone di qualificazione e già nella doppia sfida i polacchi avevano fatto soffrire la Mannschaft. Nelle ultime cinque sfide solo una sconfitta. A Parigi la partita è stata fisica, poco spettacolare ma ad alta intensità sin dalle prime battute. Merito di un ritmo tenuto altissimo dal centrocampo biancorosso con Blaszczykowski e Grosicki bravissimi a mettere in difficoltà in ripartenza gli esterni di Loew, come sempre molto alti in fase d’attacco. Il risultato tattico però porta all’annullamento della pericolosità offensiva con Gotze a galleggiare tra i giganti polacchi e mai degno di uno spunto pericoloso per i tre trequartisti, così come Lewandowski abile a fare sportellate ma troppo lontano dal raggio visivo di Neuer.
Il primo tiro in porta arriva solo nei primi minuti della ripresa e porta la firma di Gotze. Quasi una reazione nervosa d’orgoglio dopo che un minuto prima Milik ben imbeccato da Grosicki e lasciato solo in area aveva mancato l’appuntamento col gol in un rocambolesco quanto brutto colpo di naso in area, fuori. Lo spavento riassesta la retroguardia della Germania ma sempre la Polonia ha sfiorato il vantaggio e sempre con lo stesso attore protagonista. L’attaccante dell’Ajax prima calcia a lato una punizione dal limite e poi, a venti dalla fine, tutto solo all’altezza del dischetto liscia clamorosamente il pallone vanificando un ottimo contropiede in velocità.
La Germania risponde nel finale inserendo la freschezza di Schurrle e i muscoli di Gomez, ma il pericolo dalle parti di Fabianski arriva solo sul capovolgimento di fronte del liscione di Milik. Un’azione fotocopia espressa sulla sinistra tedesca e conclusa, bene, da Ozil il cui destro però è stato neutralizzato dal portiere ex Arsenal. Nel finale qualche azione potenzialmente pericolosa e nulla più, Germania e Polonia si spartiscono la posta in palio ed eliminano l’Ucraina dall’Europeo.