Gigi Buffon, festa in casa Juve con Ilaria D’Amico

Passione in chiave bianconera per Gigi Buffon e Ilaria D’Amico che l’altra sera a a Milano sono arrivati mano nella mano alla festa di presentazione del nuovo logo della Juventus. Tra tanti calciatori e ospiti, la coppia ha attirato i flash. Entrambi in tema con il mood bianconero hanno mostrato sorrisi e serenità. “E’ la grande fortuna della mia vita” ha detto di recente il portiere parlando della giornalista.

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Pochi passi a piedi per arrivare dal nido d’amore milanese dei Buffon al Museo della Scienza e della tecnica dove si è svolto l’evento della Juve. La D’Amico raggiante in un tubino nero con pelliccia, si è mossa come una vera padrona di casa. Disinvolto e allegro anche Buffon, segno che la sconfitta con la Fiorentina è già dimenticata.
“Credo che Ilaria sia per me un punto di riferimento ormai imprescindibile… E’ la persona che cercavo e quella che volevo. E spero di essere lo stesso per lei” ha dichiarato di recente il portiere. La coppia ha un figlio, Leopoldo Mattia, nato un anno fa. Gigi è padre anche di Louis Thomas e David Lee, nati dalla precedente relazione con Alena Seredova; mentre la D’Amico è mamma anche di Pietro, nato dalla storia con Rocco Attisani.

Higuain ha detto sì alla Juve, ora manca solo l’accordo con il Napoli

La Juve non si ferma più e sogna in grandissimo: non Icardi, ma addirittura Higuain. Ieri il club ha raggiunto l’accordo con il Pipita sulla base di 7,5 milioni a stagione per 4 anni. Il vero ostacolo è De Laurentiis che pretende l’intera clausola da 94 milioni ed ha rifiutato le contropartite Rugani, Zaza e Pereyra.

Soccer: serie A, Chievo Verona-Napoli

Il club di Agnelli, comunque, sembra disposto a tutto, anche ad arrivare all’intera cifra chiesta dal Napoli. Ieri, intanto, i bianconeri hanno accolto Benatia, terzo colpo da Champions dopo Dani Alves e Pjanic. Costato 20 milioni tra prestito (2) e riscatto facoltativo (18), oggi l’ex giallorosso firmerà un quadriennale da 2,8 milioni. Ma lo shopping della Signora continua, con buona pace delle rivali italiane, alle prese con cambi di proprietà (Milan e Inter) o capricci assortiti.
Tra oggi e domani i bianconeri vogliono chiudere per il croato Pjaca, l’esterno offensivo in arrivo dalla Dinamo Zagabria per 23 milioni. Dopodiché si aprirà la caccia a un centrocampista (Witsel, Matic o Sissoko) e a un attaccante, due in caso (probabile) di partenza di Zaza, chiamato a rispondere entro lunedì all’offerta del Wolfsburg (25 milioni per la Juve, 3 annui per lui). Se il lucano deciderà di emigrare in Germania, la Juve avrà un tesoretto di circa 55 milioni.
Una ventina di milioni sono stanziati per il brasiliano 19enne Gabigol, che nei prossimi giorni comunicherà al Santos la sua volontà di trasferirsi in bianconero. Il resto del malloppo servirà per dare l’assalto a un top bomber: Cavani, Sanchez, Benzema o il sogno Icardi, già corteggiato da Paratici, anche se l’Inter farà di tutto per non rinforzare i cari nemici bianconeri.
L’eventuale partenza di Pogba potrebbe infine spalancare nuovi scenari: con 120 milioni in più la Juve potrebbe regalarsi altri colpi. Il Polpo per ora non si sbilancia e prende tempo: «Il Manchester United è stata la mia prima famiglia ha detto a Espn -. Se Mourinho chiama? Non saprei cosa rispondere, vediamo, al momento sono felice alla Juve». A Torino sperano che quel momento duri almeno un’altra stagione.

Sorpresa Croazia, 2-1 con la Spagna e prima nel girone: iberici avversari dell’Italia agli ottavi

Ancora una volta la partita infinita: c’è la Spagna di Del Bosque sulla strada degli azzurri nell’ottavo di finale dell’europeo di calcio. Lunedì a Parigi si affronteranno le finaliste dell’ultima edizione, protagoniste di una partenza lanciata qui a Francia 2016, in un crudele spareggio per arrivare «semplicemente» ai quarti . Alla fine all’Italia di Antonio Conte tocca l’avversario peggiore, non quella Croazia a lungo virtualmente negli ottavi di finale per l’andamento dei risultati in parallelo del gruppo D.

Croazia vs Spagna

Iniesta e compagni, che erano a punteggio pieno in classifica, finiscono invece battuti 2-1 e inopinatamente secondi dopo avere a lungo tenuto in mano il pallino della gara di stasera, essere andati in vantaggio, essersi fatti riprendere in finale di primo tempo e avere fallito un rigore con Sergio Ramos a metà ripresa: prima che una giocata strepitosa di Perisic in chiusura di partita ribaltasse risultato e considerazioni. Quella sull’iniquità di un tabellone palesemente più impegnativo dalla parte dell’Italia che nell’altra, con nazionali di prestigio come Francia, Germania e Crazia, oltre alla stessa Spagna e agli azzurri, lascia il tempo che trova. Di certo c’è solo che la strada verso il titolo si inerpica ora considerevolmente dopo la girandola non ultimativa di gironi eliminatori in cui passano anche alcune terze classificate. Sul piano dell’ordine pubblico la bella giornata che finalmente Bordeaux ha regalato ai tifosi dell’europeo aveva accreditato nell’immediato pre-gara segnali incoraggianti (e comunque in controtendenza con le minacce di disordini circolanti in contemporanea su internet), con i sostenitori delle due squadre a fraternizzare nelle vie del centro.
In avvio, Del Bosque non aveva ceduto alla tentazione del turn over, confermando l’11 che aveva strapazzato nella seconda giornata la Turchia: modulo il 4-3-3 con attaccanti Silva, Nolito e Morata, ormai praticamente ex della Juve. Croazia invece schierata da Cacic con un 4-2-3-1 privo di Modric e Mandzukic (entrambi fermi per evitare che i loro acciacchi peggiorino e precludano loro il cammino ulteriore nell’europeo) e gli «italiani» Perisic, Badelj, Kalimic e Vrsaliko in campo. Partiva forte la Croazia, ma al primo attacco passava la Spagna: succedeva al 7′, su azione combinata e bellissima tra Silva, Fabregas e Morata che metteva in rete a due passi la palla del suo terzo gol all’europeo. La squadra di Cacic provava a reagire (al 12′ Kalinic tentava il destro, De Gea metteva in angolo, e al 14′ Rakitic con un pallonetto colpiva prima la parte inferiore della traversa e poi il palo) ma riprendeva il monologo di giropalla spagnolo.
Andavano al tiro a più riprese Nolito, Morata e Fabregas, sbagliavano occasioni clamorose Sergio Ramos e Morata. E invece una prodezza mista Perisic-Kalinic, con il fiorentino fenomenale a mettere di tacco in rete su cross dalla sinistra dell’interista, riequilibrava il risultato nonostante il mostruoso possesso palla iberico: oltre il 70%. Nella ripresa i croati forzavano i tempi, ma al 12′ De Gea salvava su Jedvaj e in rovesciata Pjaca sfiorava il palo. Al 19′ un guizzo di Pjaca finiva con il croato a terra in area e le proteste dei tifosi di Zagabria. Sergio Ramos di testa mandava a lato di pochissimo al 21′. Al 25′ però, su lancio in area, Vrsaliko metteva a terra da dietro Silva: l’arbitro olandese Kuipers stavolta fischiava il rigore, che Sergio Ramos si faceva parare da Subasic calciando centrale e fiacco. La partita sembrava finire lì: e invece al 42′ su azione di contropiede Perisic di sinistro metteva in rete sul primo palo ‘regalandò all’Italia il brivido di un ottavo di finale con la Spagna.

Berlusconi: “Sarà un Milan come il Leicester. Soffrirei di più se perdessimo le elezioni…”

Un Milan tutto italiano, con i giovani del vivaio, e in stile Leicester: è l’auspicio del presidente onorario rossonero, Silvio Berlusconi, che parlando a Radio Radio ha parlato della trattativa con i cinesi: se dovesse saltare, le prospettive non saranno di rilancio e di grandi investimenti per il Diavolo. Parole che non piaceranno più di tanto ai tifosi. «Se queste negoziazioni non vanno nelle direzioni che auspichiamo ripartiamo da capo con il

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Milan ed il progetto che io ho appalesato è quello di un Milan che chiede ai suoi tifosi di avere pazienza ripartendo dai giovani del vivaio con una squadra compatta e con grande fame di vittoria. Credo si possa ripetere quello che è accaduto in Inghilterra con il Leicester». Quanto agli ultimi anni pieni di delusioni, il Cav è tranchant: «I tifosi non hanno memoria e si sono dimenticati dei pranzi a caviale e champagne, ma li capisco perche l’amore per il Milan ti porta all’attuale irriconoscenza per chi è stato alla base di quei successi».

“RESTO PRESIDENTE PER 2-3 ANNI. BROCCHI? DIPENDE”. «Me lo hanno offerto dicendo che io sono un brand importante e molto conosciuto, resterei presidente per 2-3 anni», aggiunge parlando dell’offerta dei cinesi di restare ancora presidente della squadra. E sull’allenatore: «Non posso dare una risposta perché dove ci sia un passaggio di proprietà saranno loro a decidere al riguardo. Ho sentito nomi molto ambiziosi, io ho molta stima di Brocchi che è persona seria e capace e se dovessimo procedere con la seconda ipotesi e cioè un Milan di giovani sarebbe Brocchi quello prescelto».

“AMO IL MILAN, MA MI PREOCCUPANO DI PIU’ LE ELEZIONI”. «Il Milan per me è un grandissimo amore e nel caso dovessi separarmi ci soffrirei molto, ma la situazione delle città è grave e avrei una forte sofferenza se dopo che abbiamo fatto questa scelta di andare sui campioni del fare i cittadini non ci premiassero», risponde il Cav a chi gli chiede se dovesse provare più dispiacere per la vendita della sua squadra o per la sconfitta alle amministrative.

MALDINI E VAN BASTEN. «Abbiamo avuto un periodo meraviglioso, abbiamo goduto di tante vittorie e con 28 trofei internazionali conquistati, io credo che dobbiamo mantere questa abitudine, trovare soluzioni che facciano del Milan un protagonista in Italia, in Europa e nel mondo». «Maldini e Van Basten sono quelli a cui sono più affezionato. Per quanto riguarda i giocatori che non ho preso, non ce ne sono, perché tutti i giocatori che volevamo li abbiamo presi», risponde a chi gli chiede chi siano i giocatori a cui è più affezionato e se ha qualche rimpianto su qualcuno che non è riuscito a portare al Milan.

“TROPPI PROCESSI, SONO STATO ASSENTE”. «Io non credo che la colpa sia solo degli allenatori, ma negli ultimi 4 anni ho perso molta serenità, sono stato attaccato in modo duro e ho subito ben 73 processi. Certamente negli ultimi tempi non sono potuto stare vicino al Milan», afferma Berlusconi. «Il Milan di questo campionato – prosegue – mi ha fatto soffrire ma basta vedere come abbiamo giocato la finale di coppa Italia con la Juve per capire che abbiamo una rosa capace di fare molto di più di quello che ha fatto nel corso del campionato. Da parte mia c’è stata la mancanza di poter stare in mezzo alla squadra. Il fatto che sono stato espulso dalla politica con una sentenza impossibile ha inciso su di me sul mio tempo e sulla mia capacità di positività nei confronti degli altri».

Buffon lascia la Carrarese a fine stagione: “Mi hanno lasciato solo, non sarò più il patron”

Gigi Buffon lascia la Carrarese. In una nota dai toni amari, nella quale si dice «deluso» dall’ambiente, annuncia che il «30 giugno sarà l’ultimo giorno da patron della società toscana».
«Ho voluto attendere il termine della stagione per fare il bilancio di questa esperienza. Lascio la Carrarese. Il mio è stato un gesto d’amore non ripagato dall’ambiente. Ho maturato questa decisione – dice il portiere della Juve e della

imageNazionale nel corso di quest’anno. In questa situazione, che va avanti da tre anni, è molto difficile continuare a fare calcio a livello professionistico e la città e il suo primo cittadino sono da tempo al corrente di queste mie riflessioni».
«Sono deluso e amareggiato – spiega Buffon – in questo momento non credo ci siano le condizioni affinché la Città si possa permettere una squadra di calcio in un campionato importante come la Lega Pro. Per due volte in cinque anni ho scelto di essere parte di due cordate imprenditoriali desiderose di risollevare le sorti della Carrarese. Il primo gruppo si è sciolto dopo due anni, lasciandomi solo. Il secondo, nonostante le promesse, non si è neanche mai concretizzato. E in entrambe le occasioni mi sono ritrovato solo e con la responsabilità di decidere se far fallire la società o garantirle un futuro, attraverso l’impegno delle società della mia famiglia. Ho sempre scelto la via dell’investimento, pur consapevole che si sarebbe trattato di una scelta d’affetto e non di business». «Forse dice Buffon – dovremmo tutti prenderci un periodo di riflessione, Città, imprenditori e tifosi, per capire se realmente interessa una squadra che rappresenti la nostra realtà nel campionato di Lega Pro».
«I costi – scrive nel suo ‘bilancio’ Buffon – sono sempre stati troppo elevati e io non posso più portare avanti un progetto in cui ho creduto e su cui ho investito davvero molto. Sia in termini di tempo, sia economici. Fin dal giorno del mio ingresso in società, infatti, ho lavorato alla ristrutturazione di un debito importante che gravava sulla struttura e oggi la Carrarese è una società sana, costruita su di un progetto ambizioso ed importante. Ma senza l’aiuto delle altre realtà cittadine, tale progetto non si potrà mai realizzare fino in fondo».
Nel suo addio Buffon lancia un messaggio anche ai tifosi, «da cui spesso ho percepito malcontento e insoddisfazione: dovrebbero invece essere consapevoli della situazione e appoggiare squadra e società in ogni momento senza la pretesa di porre traguardi importanti, ma ad oggi troppo al di sopra delle possibilità di chi da solo si è trovato a gestire questa realtà. E anche il tessuto imprenditoriale, con cui sono certo si potrebbero fare grandi cose, e la consueta ‘Asta dei Blocchi’ estiva ne è la perfetta dimostrazione, non ha mai inteso sposare e affiancare il nostro programma fino in fondo. L’esperienza del Trust dei Tifosi insegna anche questo».

Ilaria D’Amico e il ‘pancino’ sospetto. Diva e Donna: “Aspetta un figlio da Buffon”

Secondo “Diva e donna” Ilaria D’amico è in attesa del suo primo figlio da Gigi Buffon. A dare la notizia la rivista che pubblica delle foto della conduttrice “Sky” mentre passeggia con un pancino sospetto: “Era la notizia più attesa – fa sapere la rivista –

20150511_97490_01_00293211000013hE ora ecco, in esclusiva, queste immagini che parlano da sole: Ilaria mostra un pancino tondo fasciato da un abito a pois. E poi, durante una passeggiata al parco, nemmeno un vestito largo, in stile collegiale, riesce a nascondere la nuova esplosione di forme della compagna del portiere della Juve”.
La D’Amico ha già un figlio, Pietro, nata dalla sua precedente relazione con Rocco Attisani, mentre il portiere della Juventus è già padre di Louis Thomas David Lee, dalla sua love story con Alena Seredova.