Italia ko, ecco le distrazioni degli azzurri

Le wags avranno pure fatto una sorpresa agli azzurri in vista della partita con l’Irlanda, ma ora però i calciatori della Nazionale dovranno stare attenti a non distrarsi troppo. Ma come fare con fidanzate e mogli così sexy? Ecco Chiara Biasi, fidanzata di Simone Zaza, Veronica Ciardi, fidanzata di Federico Bernardeschi, Federica Pignotti, compagna di Stefano Sturaro e altre ancora…

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“Sorpresa” cinguettava quattro giorni fa la Biasi insieme ad altre wags, pronta ad abbracciare il suo Zaza. Lui replicava con uno scatto appassionato:”La chiamo sorpresa eppure non desideravo altro”.
Federica Pignotti il tifo sexy lo fa da Mykonos dove posta foto con addosso un costumino rosso ad alto tasso erotico. Con lei c’è il fratello del fidanzato Sturaro.
Francesca Cormanni, compagna di Mattia Darmian, è andata in Francia al seguito degli azzurri, ma poi ha abbandonato il gruppo per fare rientro con la sorella in auto.
Toccata e fuga francese anche per Veronica Ciardi, che dopo il tifo ha preso il volo per il mare. Sui social sfoggia un fisico da urlo in bikini per la gioia non solo del suo Bernardeschi.
Poi ci sono le sexy mogli e fidanzate di Bonucci, Barzagli e Immobile. Da Miami le distrazioni azzurre di Claudia Romani e dal balcone di casa il bikini da sex bomb di Laura Cremaschi.

Sorpresa Croazia, 2-1 con la Spagna e prima nel girone: iberici avversari dell’Italia agli ottavi

Ancora una volta la partita infinita: c’è la Spagna di Del Bosque sulla strada degli azzurri nell’ottavo di finale dell’europeo di calcio. Lunedì a Parigi si affronteranno le finaliste dell’ultima edizione, protagoniste di una partenza lanciata qui a Francia 2016, in un crudele spareggio per arrivare «semplicemente» ai quarti . Alla fine all’Italia di Antonio Conte tocca l’avversario peggiore, non quella Croazia a lungo virtualmente negli ottavi di finale per l’andamento dei risultati in parallelo del gruppo D.

Croazia vs Spagna

Iniesta e compagni, che erano a punteggio pieno in classifica, finiscono invece battuti 2-1 e inopinatamente secondi dopo avere a lungo tenuto in mano il pallino della gara di stasera, essere andati in vantaggio, essersi fatti riprendere in finale di primo tempo e avere fallito un rigore con Sergio Ramos a metà ripresa: prima che una giocata strepitosa di Perisic in chiusura di partita ribaltasse risultato e considerazioni. Quella sull’iniquità di un tabellone palesemente più impegnativo dalla parte dell’Italia che nell’altra, con nazionali di prestigio come Francia, Germania e Crazia, oltre alla stessa Spagna e agli azzurri, lascia il tempo che trova. Di certo c’è solo che la strada verso il titolo si inerpica ora considerevolmente dopo la girandola non ultimativa di gironi eliminatori in cui passano anche alcune terze classificate. Sul piano dell’ordine pubblico la bella giornata che finalmente Bordeaux ha regalato ai tifosi dell’europeo aveva accreditato nell’immediato pre-gara segnali incoraggianti (e comunque in controtendenza con le minacce di disordini circolanti in contemporanea su internet), con i sostenitori delle due squadre a fraternizzare nelle vie del centro.
In avvio, Del Bosque non aveva ceduto alla tentazione del turn over, confermando l’11 che aveva strapazzato nella seconda giornata la Turchia: modulo il 4-3-3 con attaccanti Silva, Nolito e Morata, ormai praticamente ex della Juve. Croazia invece schierata da Cacic con un 4-2-3-1 privo di Modric e Mandzukic (entrambi fermi per evitare che i loro acciacchi peggiorino e precludano loro il cammino ulteriore nell’europeo) e gli «italiani» Perisic, Badelj, Kalimic e Vrsaliko in campo. Partiva forte la Croazia, ma al primo attacco passava la Spagna: succedeva al 7′, su azione combinata e bellissima tra Silva, Fabregas e Morata che metteva in rete a due passi la palla del suo terzo gol all’europeo. La squadra di Cacic provava a reagire (al 12′ Kalinic tentava il destro, De Gea metteva in angolo, e al 14′ Rakitic con un pallonetto colpiva prima la parte inferiore della traversa e poi il palo) ma riprendeva il monologo di giropalla spagnolo.
Andavano al tiro a più riprese Nolito, Morata e Fabregas, sbagliavano occasioni clamorose Sergio Ramos e Morata. E invece una prodezza mista Perisic-Kalinic, con il fiorentino fenomenale a mettere di tacco in rete su cross dalla sinistra dell’interista, riequilibrava il risultato nonostante il mostruoso possesso palla iberico: oltre il 70%. Nella ripresa i croati forzavano i tempi, ma al 12′ De Gea salvava su Jedvaj e in rovesciata Pjaca sfiorava il palo. Al 19′ un guizzo di Pjaca finiva con il croato a terra in area e le proteste dei tifosi di Zagabria. Sergio Ramos di testa mandava a lato di pochissimo al 21′. Al 25′ però, su lancio in area, Vrsaliko metteva a terra da dietro Silva: l’arbitro olandese Kuipers stavolta fischiava il rigore, che Sergio Ramos si faceva parare da Subasic calciando centrale e fiacco. La partita sembrava finire lì: e invece al 42′ su azione di contropiede Perisic di sinistro metteva in rete sul primo palo ‘regalandò all’Italia il brivido di un ottavo di finale con la Spagna.

Euro 2016, lʼItalia va: Giaccherini-Pellè, 2-0 al Belgio

L’Italia c’è e adesso tutti dovranno fare i conti con gli Azzurri. Con i gol di Giaccherini e Pellè la Nazionale di Antonio Conte batte 2-0 il Belgio a Lione e balza in testa al gruppo E. Una partita durissima, giocata con grande intensità. Illuminante l’assist di Bonucci per il vantaggio. Nella ripresa tante occasioni per gli azzurri, culminate nel raddoppio di Pellè al 92′ dopo l’ennesimo contropiede.

Group E Belgium vs Italy

Sì, l’Italia c’è e c’è con tutte le caratteristiche che le competono. Ha la faccia insaguinata di Conte, quella cattiva di Bonucci, quella stralunata di Giaccherini, quella feroce di Pellè. Non è una celebrazione, ma un 2-0 al Belgio, squadra seconda nel ranking Fifa, indicata da tutti come potenziale favorita degli Europei è una dimostrazione di forza e un’iniezione di fiducia che non devono, però, far perdere la barra al gruppo.
La consapevolezza, però c’è: e la vittoria è arrivata con gli ingredienti cari a Conte. Una squadra compatta, cattiva, determinata. Ottima in difesa, pasticciona nelle ripartenze, ma brava a far male. I gol di Giaccherini e Pellè sono altri due indizi di come questa squadra sia al cento per cento figlia di Antonio Conte.
Solidità, ma blocco un po’ basso. Compattezza, ma poche ripartenze. Attenzione, ma un pizzico di scarsa personalità. L’inizio dell’Italia è a due facce. L’area di rigore di Buffon resta sgombra da pericoli, ma gli azzurri sono poco propositivi. Il Belgio si affaccia trovando corridoi centrali, sfruttando il lavoro di Fellaini che apre varchi per le conclusioni di Nainggolan, che prima impegna Buffon, poi spara a lato.
Fino al 30′ manca il guizzo: l’unico squillo azzurro è un destro a giro di Pellè che non spaventa Courtois. Poi, all’improvviso, l’illuminazione, nello “Stadio delle Luci”. Arriva su un asse quasi storico per Conte, sicuramente bianconero: Bonucci, dal cerchio di centrocampo, dipinge un lancio da numero 10. La difesa del Belgio è schierata, ma non legge il pallone profondo: Giaccherini, fino a quel momento uno dei più in difficoltà, scappa, stoppa e trafigge Courtois con un grande gesto tecnico. È una scossa, un colpo che intontisce il Belgio e gasa gli Azzurri: Candreva scuote i guantoni di Courtois, Pellè spreca di testa un rigore in movimento da pochi passi. Il Belgio reagisce, ma non punge anche grazie ai ripiegamenti degli interni, Giaccherini su tutti.
Nella ripresa si aprono gli spazi: la partita è più aperta e l’Italia fallisce tre chiare occasioni per ripartire, fallite per imprecisioni pacchiane. Gli azzurri addirtura si sbilanciano e il Belgio fallisce un clamoroso contropiede con Lukaku, che spreca a tu per tu con Buffon sfiorando l’incrocio. Sul capovolgimento di fronte Courtois mette il mantello di Superman e vola parando un bel colpo di testa di Pellè, quasi a colpo sicuro.
Il Belgio si riversa in avanti, Conte toglie Darmian, il peggiore, e inserisce De Sciglio. Wilmots sceglie la freschezza di Mertens, Origi e Carrasco. La difesa azzurra non sbanda mai, anche se i ripiegamenti diventano sempre più faticosi. L’Italia sbaglia troppo in uscita, regalando al Belgio la possibilità di fare male. Buffon non deve compiere parate, ma la pressione dei Diavoli Rossi è costante e sfocia in un colpo di testa da due passi di Origi e in una palla velenosa che danza nell’area piccola.
I metri che vengono concessi dalla squadra di Wilmots sono però tantissimi: Immobile, subentrato a Eder, costringe Courtois ad un’altra parata da urlo sugli sviluppi di una cavalcata in contropiede. I minuti finali sono di sofferenza totale: Clattenburg usa un metro bizzarro (quattro gli azzurri ammoniti) che fa infuriare il sanguinante Conte. Sì, perché in occasione del gol di Giaccherini il ct si scontra nell’esultanza con Zaza, sanguinando per una ferita al volto per quasi tutta la partita.
Ma la seconda esultanza è dolce, liberatoria e per niente dolorosa: sull’ennesimo contropiede spinto da Immobile, al 92′, Candreva ha la freddezza di servire Pellè che al volo si riscatta e segna un gol bellissimo e definitivo. Belgio al tappeto, Italia gonfia d’orgoglio: quello del suo ct Conte e di tutti gli azzurri scesi in campo.

Euro2016, il ritorno in tv di Ilaria D’Amico: “Fiera e sofferente per il mio Gigi”

Euro 2016 e il ritorno in video di Ilaria D’ Amico. La conduttrice ‘reginà dei salotti calcistici torna infatti alla conduzione dopo la maternità e la nascita di Leopoldo, avuto da Gigi Buffon, in occasione delle serate ‘di galà e i match degli azzurri su Sky Euro Show. Nel frattempo, intervistata dalla rivista Sky Life, la D’ Amico si confessa e parla del proprio intreccio di emozioni private e professionali. «Torno dopo questa seconda maternità molto più rilassata di quanto non mi era accaduto con Pietro, il mio primogenito – dice la conduttrice -.

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La prima volta avevo vissuto il rientro in tv come uno strappo. Oggi ricomincio con gli europei, evento che con Sky non avevamo mai seguito, e partecipano tutte le squadre più forti, Germania, Francia, Inghilterra, la Spagna che ha vinto tutto, Italia. Poi le nuove da battere, il Belgio, la Repubblica Ceca che ha talenti interessanti e la Croazia».
In molti pensando all’Italia guarderanno al suo capitano, ovvero Buffon e anche chi non sa di calcio sa che è il compagno della D’ Amico: come funziona il rapporto tra la conduttrice che su Sky racconta il calcio e il capitano della Nazionale? «Sembra difficile crederlo, ma a volte ho l’impressione di avere accanto uno che fa tutt’altro mestiere – risponde la D’ Amico -, e non il portiere della Nazionale o della Juventus. In casa Gigi non fa vivere mai la tensione. È uno positivo di natura, è uno che se va male rilancia e si prende cura della squadra». Ma questo per la coppia D’ Amico-Buffon non può essere un Europeo come gli altri. «Il fatto che il mio compagno sia il portiere della nazionale – spiega – aggiunge fierezza e un pò di sofferenza in più. Gioirò e soffrirò di più, ecco. Ma con il necessario distacco.
Gli anni di esperienza ti aiutano a gestire l’adrenalina. Ovviamente, come conduttrice tv, l’incontro con Gigi mi ha già messo di fronte a momenti da gestire. Certo, con la Juve non è stato finora un percorso particolarmente complicato. Ma in ogni caso quando in tv arriva Gigi e sono io a intervistarlo, in quel momento lui rappresenta solo un anello fondamentale del racconto che sto facendo su Sky». Ma poi, a a casa o al telefono, commentate la partita e la trasmissione? «Gigi a casa non parla di calcio. Non è uno che a tavola ti racconta delle polemicucce. Credo sia amato per quello che fa in campo, ma anche per come sa galvanizzare la squadra. In fondo è l’uomo con il maggior numero di presenze in Nazionale». In occasione di Euro 2016, Sky garantisce una copertura totale live di tutti i 51 gli incontri in programma, di cui 24 in esclusiva, con uno studio live da Parigi . Confermata la ‘nazionale dei commentatorì, con Ambrosini, Adani, Boban, Costacurta, Del Piero, Marchegiani, Vialli e Marocchi, mentre le voci di Fabio Caressa e Beppe Bergomi commenteranno le partite dell’Italia.

Belen, in body nel carrello della spesa

E’ seduta nel carrello della spesa, ma non è in vendita. Belen, in body per uno shooting, si riposa tra uno scatto e l’altro e mostra uno stacco di coscia che lascia senza parole. “Studio #shootingday #ultimilavori”, cinguetta sul social. Le vacanze si stanno avvicinando anche per lei.

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Che la Rodriguez abbia una marcia in più rispetto a molte sue colleghe non è un mistero. Si destreggia abilmente tra famiglia, set fotografici ed eventi con una freschezza invidiabile. Trova il tempo per leggere le storie al suo Santiago in spagnolo, si concede una gita fuori porta con i genitori e i fratelli, partecipa a importanti eventi in tutta Italia e non perde mai di vista il suo lavoro da modella. Ed è proprio in un momento di pausa, su un set fotografico, che mette a nudo la sua carica erotica. Che sia seduta nel carrello della spesa è un dettaglio irrilevante, il profilo della schiena e le sue gambe sinuose sono “merce” rara.

Laura Pausini si prende San Siro nel nome delle donne: “Un concerto contro la violenza”

E’ partito dallo stadio San Siro di Milano il #pausinistadi, il tour di Laura Pausini, il primo di un’artista femminile negli stadi. “Non vorrei essere presuntuosa, ma qui a San Siro l’ospite vorrei essere io e canterò con tutta la passione” ha detto prima del concerto. Una volta sul palco la cantante ha rivolto un pensiero ai recenti fatti di cronaca: “Questo concerto è contro la violenza sulle donne”.

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“Prepararmi per gli stadi è stata una missione prima di tutto vocalmente. Lo stadio per assurdo mi fa usare un volume ancora maggiore e per questo ogni giorno faccio silenzio vocale assoluto fino alle 20 e poi inizio il riscaldamento vocale e sono pronta per la serata”, ha dichiarato Laura Pausini. Decine di pullman, flussi massicci e costanti in arrivo dalla metropolitana, lunghe ma ordinate code agli ingressi e gli immancabili fan accampati fuori dallo stadio hanno segnato le ore immediatamente precedenti al concerto, prima spedizione di un doppio appuntamento da 100mila presenze, secondo i dati degli organizzatori. La star ha rivelato: “Sono passati 9 anni dal mio primo San Siro, fino a una settimana fa me la tiravo, dicevo : ma si dai, l’ho già fatto, so come si fa. da ieri me la faccio sotto. mi fa più paura oggi di allora. Questo stadio che poi è il tempio della mia squadra del cuore oltre a un vanto della città che amo da sempre, Milano”.
“La scaletta comprende 45 canzoni. Sono tantissime anzi alcune che volevo fare le ho tenute fuori perché lo spettacolo dura già 2 ore e mezza e poi a San Siro da una certa ora in poi in poi non si può più suonare. Il palco l’ho disegnato io, lo volevo imponente ma semplice. C’è tutta la passione di un lavoro serissimo che ho preparato con la mia squadra. Nello show c’è tutto l’amore che posso e che voglio portare in giro con trasporto e con tanto sentimento”. Una serata attesa che ha richiamato fan da tutta Italia, a dispetto delle prossime tappe allo Stadio Olimpico di Roma (11 giugno) e all’Arena della Vittoria di Bari (18 giugno) dove la Pausini sarà raggiunta sul palco rispettivamente da Biagio Antonacci e Giuliano Sangiorgi.