Philipp Plein fa sfilare il modello galeotto

Dodici mesi fa Jeremy Meeks stava ancora percorrendo i corridoi di una prigione californiana. Adesso continua a camminare… ma in passerella. Jeremy è balzato agli onori della cronaca nel 2015, dopo che la sua foto segnaletica ha fatto il giro del mondo.

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Bello in modo impressionante, il giovane era stato arrestato per possesso di armi e affiliazione con delle gang. Ancor prima di entrare in prigione Jeremy Meeks aveva firmato un contratto con un’agenzia di modelli e, ora che è libero, ecco che inizia a lavorare.
Durante la New York Fashion Week, Meeks è stato scelto come modello di punta da Philipp Plein, che ha salutato l’Europa per approdare alla settimana della moda americana.
Capelli rasati, occhi di ghiaccio con goccia tatuata, un’infinità di altri tattoo che gli adornano la pelle. Se durante lo show Jeremy Meeks era vestitissimo, in backstage non è riuscito a tenere su la maglietta, svelando il fisico perfetto. Nemmeno Carine Roitfeld, l’ex potentissima direttrice di Vogue Francia, ha saputo resistergli e ha chiesto subito una foto col modello galeotto. Anche Madonna in prima fila lo guardava con la bocca aperta. Buongustaie.

Portogallo-Francia 1-0: lusitani campioni dʼEuropa

Il Portogallo è campione d’Europa. Nella finalissima di Saint-Denis si è consumato il dramma sportivo della Francia padrona di casa, battuta 1-0 ai supplementari da una rete di Eder al 109′. Per i lusitani di Santos è il primo titolo internazionale ed arriva dopo una partita giocata in gran parte senza l’aiuto di Ronaldo, uscito infortunato dopo venti minuti. Dopo il palo di Gignac al 92′ e la traversa di Guerreiro al 108′, il sinistro decisivo.

Final Portugal vs France

Portogallo è campione d’Europa e chi meglio della squadra di Santos sa che genere di colpo ha inferto alla Francia padrona di casa. A dodici anni da quello psicodramma sportivo subito sulla propria pelle, i lusitani si prendono il trono d’Europa al Saint-Denis e senza il suo uomo migliore, quel Cristiano Ronaldo costretto ad abbandonare la barca dopo aver provato a portarla in porto con una gamba sola. A decidere la finalissima e scrivere la storia ci ha pensato uno che in Francia ci gioca, a Lille, con un sinistro perfido dopo centonove minuti di battaglia. Eder come Charisteas per una rivincita con il destino che ha punito la nazionale di Deschamps, sfortunata sul palo di Gignac al 92′ ma mai troppo convinta nel chiudere il match. Di questo match rimarranno le lacrime: dei tifosi francesi, di quelli portoghesi e di Ronaldo, di dolore prima e di grandissima gioia poi.
La storia del Portogallo, di questo Portogallo, sarà ricordata a lungo. Una squadra a rischio eliminazione praticamente sempre e capace invece, con un pizzico di fortuna e tantissima tenacia, di mettere in fila tutti e conquistare il primo titolo della propria storia per di più in trasferta, in Francia contro i padroni di casa, soffrendo dal primo all’ultimo minuto ma reggendo con tattica, ordine e cuore per le due ore di gioco. Del resto il copione dei portoghesi è stato chiaro da subito, così come la buona Luna che li ha portati a vincere Euro 2016 vincendo una sola partita nei novanta minuti. Pazzesco. Nella finale di Parigi però la differenza l’ha fatta la compattezza con una squadra che privata della propria stella ha saputo fare gruppo, resistere e ripartire, barcollando ma senza crollare sotto i colpi di Griezmann e soprattutto Sissoko. Il palo di Gignac nel recupero quella botta di fortuna che non guasta mai, salvo restituirla ai francesi con la traversa di Guerreiro su punizione (che non c’era) ai supplementari. Poi il mancino di Eder a sorprendere Lloris e la festa sugli spalti dello Stade de France.
Dall’altra parte della barricata la storia triste della serata, quella della Francia dei giovani che per una volta ha fallito l’appuntamento col trionfo davanti ai propri tifosi, sfiorandolo ripetutamente ma senza raggiungerlo. I limiti dei Galletti sono emersi con l’aumentare della convinzione portoghese, ma quella vista nell’ultimo atto dell’Europeo è stata la brutta copia delle ultime uscite. Questione di dettagli, di centimetri a volte, come quelli che hanno negato in un paio di occasioni il gol a Griezmann, bravissimo ma non letale negli inserimenti. Oppure di scelte, come l’arretramento deciso di Pogba lontano dalla porta e dal gioco, quasi sprecato da Deschamps per dare a Sissoko campo e forza rispediti al mittente dalle parate di Rui Patricio. Poi il crollo nei supplementari, fisico prima e nervoso poi dopo il gol subito a cui non è corrisposta una vera e propria reazione. E allora tutti a rimpiangere quel palo di Gignac, e forse quel pullman scoperto per il trionfo previsto esposto troppo in fretta nel pomeriggio parigino. C’est la vie, e la vita questa volta ha premiato il Portogallo. E Cristiano Ronaldo.

Doppietta di Griezmann, Germania ko: la Francia in finale contro il Portogallo

Griezmann contro Ronaldo, qui come in Champions. I finalisti di San Siro si ritroveranno domenica sera a Parigi. Il primo per prendersi la rivincita, l’altro per il bis. Perché in palio ci sarà ancora l’Europa, ma con le loro nazionali, la Francia di Deschamps e il Portogallo di Santos.

Soccer Euro 2016 Germany France

Il 2 a 0 di Marsiglia è il trionfo di Deschamps. Che, nella finale anticipata, dà una lezione di tattica a Loew: sfrutta l’aria di casa del Velodrome e il 4-4-2 in fase difensiva che permette proprio a Griezmann di prendere il volo. Il piccolo diavolo, come lo chiamano qui, fa centro su rigore, dopo l’incredibile gesto di Schweinsteiger. Il capitano colpisce con il pugno il pallone e manda ko la Germania. Griezmann, però, è decisivo nelle ripartenze. Saranno fondamentali per sfiancare i campioni del mondo che, nella ripresa, escono definitivamente di scena. Con Pogba leader del centrocampo e rifinitore chic.
Muller resta a digiuno anche qui, dopo aver fatto cilecca nell’Europeo del 2012 in Polonia e Ucraina. Griezmann, invece, si conferma capocannoniere con la seconda doppietta di questo torneo. La prima l’ha segnata negli ottavi contro l’Irlanda. E’ già a 6 reti, contando anche il gol all’Albania e quello all’Islanda.

Soccer Euro 2016 Germany France

La Francia ritrova il successo in una competizione ufficiale contro la Germania dopo tre tentativi a vuoto e sempre nei mondiali. L’unico prima di questo, nel mondiale in Svezia del ’58. Solo Cristiano Ronaldo può fermare la Francia che torna in finale 16 anni dopo il successo contro l’Italia a Rotterdam con il golden gol di Trezeguet. Stavolta potrebbe riuscirci con il golden boy.

Serena Williams imbattibile… nei capezzoli

Il Torneo di Wimbledon è il più antico e prestigioso evento nel mondo del tennis. Terzo appuntamento del Grande Slam in ordine cronologico, dopo gli Australian Open e l’Open di Francia, si tiene ogni anno tra giugno e luglio.
Puntuale come il tè delle cinque… e altrettanto formale.

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Il rigido dress code dell’evento infatti impone un abbigliamento smart British summer per gli spettatori, ovvero giacca per gli uomini e vestito per le donne e un look total white per i tennisti sull’erba.
Il bianco si è trasformato però nell’edizione 2016 in un’arma a doppio taglio. Candido ed elegante sì, ma anche trasparente.
Lo striminzito abitino Nike indossato da Serena Williams nel match contro Anastasia Pavlyuchenkova ha catalizzato l’attenzione degli spettatori, generando apprezzamenti e anche molte polemiche.
“Ma Serena non ha il reggiseno oggi?!”, “Sono appena stato esposto ai capezzoli di Serena Williams sulla BBC, dovrei lamentarmi?” e ancora “Con tutti i soldi che guadagna Serena Williams non può comprarsi un reggiseno sportivo decente che copra adeguatamente i capezzoli?”, è questo il tono dei commenti sui social durante il match.
E c’è anche chi grida allo scandalo nei confronti del servizio pubblico radiotelevisivo britannico: “La BBC avrebbe dovuto mandare in onda un messaggio di allerta sulle nudità di oggi”.
La caduta fashion era annunciata, Nike infatti aveva ritirato parte dei vestiti per il torneo 2016 prima dell’inizio della competizione perché ritenuti troppo rivelatori. Quello scelto da Serena Williams deve essere sfuggito agli occhi del brand di sportswear.

Sorpresa Croazia, 2-1 con la Spagna e prima nel girone: iberici avversari dell’Italia agli ottavi

Ancora una volta la partita infinita: c’è la Spagna di Del Bosque sulla strada degli azzurri nell’ottavo di finale dell’europeo di calcio. Lunedì a Parigi si affronteranno le finaliste dell’ultima edizione, protagoniste di una partenza lanciata qui a Francia 2016, in un crudele spareggio per arrivare «semplicemente» ai quarti . Alla fine all’Italia di Antonio Conte tocca l’avversario peggiore, non quella Croazia a lungo virtualmente negli ottavi di finale per l’andamento dei risultati in parallelo del gruppo D.

Croazia vs Spagna

Iniesta e compagni, che erano a punteggio pieno in classifica, finiscono invece battuti 2-1 e inopinatamente secondi dopo avere a lungo tenuto in mano il pallino della gara di stasera, essere andati in vantaggio, essersi fatti riprendere in finale di primo tempo e avere fallito un rigore con Sergio Ramos a metà ripresa: prima che una giocata strepitosa di Perisic in chiusura di partita ribaltasse risultato e considerazioni. Quella sull’iniquità di un tabellone palesemente più impegnativo dalla parte dell’Italia che nell’altra, con nazionali di prestigio come Francia, Germania e Crazia, oltre alla stessa Spagna e agli azzurri, lascia il tempo che trova. Di certo c’è solo che la strada verso il titolo si inerpica ora considerevolmente dopo la girandola non ultimativa di gironi eliminatori in cui passano anche alcune terze classificate. Sul piano dell’ordine pubblico la bella giornata che finalmente Bordeaux ha regalato ai tifosi dell’europeo aveva accreditato nell’immediato pre-gara segnali incoraggianti (e comunque in controtendenza con le minacce di disordini circolanti in contemporanea su internet), con i sostenitori delle due squadre a fraternizzare nelle vie del centro.
In avvio, Del Bosque non aveva ceduto alla tentazione del turn over, confermando l’11 che aveva strapazzato nella seconda giornata la Turchia: modulo il 4-3-3 con attaccanti Silva, Nolito e Morata, ormai praticamente ex della Juve. Croazia invece schierata da Cacic con un 4-2-3-1 privo di Modric e Mandzukic (entrambi fermi per evitare che i loro acciacchi peggiorino e precludano loro il cammino ulteriore nell’europeo) e gli «italiani» Perisic, Badelj, Kalimic e Vrsaliko in campo. Partiva forte la Croazia, ma al primo attacco passava la Spagna: succedeva al 7′, su azione combinata e bellissima tra Silva, Fabregas e Morata che metteva in rete a due passi la palla del suo terzo gol all’europeo. La squadra di Cacic provava a reagire (al 12′ Kalinic tentava il destro, De Gea metteva in angolo, e al 14′ Rakitic con un pallonetto colpiva prima la parte inferiore della traversa e poi il palo) ma riprendeva il monologo di giropalla spagnolo.
Andavano al tiro a più riprese Nolito, Morata e Fabregas, sbagliavano occasioni clamorose Sergio Ramos e Morata. E invece una prodezza mista Perisic-Kalinic, con il fiorentino fenomenale a mettere di tacco in rete su cross dalla sinistra dell’interista, riequilibrava il risultato nonostante il mostruoso possesso palla iberico: oltre il 70%. Nella ripresa i croati forzavano i tempi, ma al 12′ De Gea salvava su Jedvaj e in rovesciata Pjaca sfiorava il palo. Al 19′ un guizzo di Pjaca finiva con il croato a terra in area e le proteste dei tifosi di Zagabria. Sergio Ramos di testa mandava a lato di pochissimo al 21′. Al 25′ però, su lancio in area, Vrsaliko metteva a terra da dietro Silva: l’arbitro olandese Kuipers stavolta fischiava il rigore, che Sergio Ramos si faceva parare da Subasic calciando centrale e fiacco. La partita sembrava finire lì: e invece al 42′ su azione di contropiede Perisic di sinistro metteva in rete sul primo palo ‘regalandò all’Italia il brivido di un ottavo di finale con la Spagna.

Francia e Svizzera avanti a braccetto Finisce 0-0, entrambe agli ottavi

Quello tra Francia e Svizzera era un pareggio annunciato, e così è stato perchè con questo risultato le due nazionali vanno a braccetto agli ottavi di finale. La Francia si era già qualificata grazie al successo in extremis sull’Albania, la selezione di Petkovic lo ha fatto invece con questo risultato a reti bianche che la mantiene imbattuta e la lancia verso la fase ad eliminazione diretta.

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Certamente quella giocata sul terreno di Lilla, piuttosto malridotto e che mercoledì prossimo ‘ospiterà’ anche Italia e Irlanda, non è stata una partita spettacolare, al punto che la cosa più bella è stato il tifo sugli spalti. Le uniche emozioni le ha provocate Paul Pogba all’11’ pt, con un tiro toccato da Sommer e che poi ha ‘scheggiatò la traversa, al 13′ con un’altra conclusione parata dallo stesso Sommer, e al 17’ pt, con una conclusione potente da 25 metri che ha superato il portiere elvetico ma ha colpito in pieno la traversa. A quel punto c’erano molti ribaltamenti di fronte ma poche conclusioni, con quella dell’elvetico Mehmedi che creava un minimo di preoccupazione a Lloris. Già alla mezz’ora il ritmo calava, nonostante qualche guizzo dell’ex juventino Coman: su un suo cross Gignac mancava d’un soffio un colpo di testa che avrebbe potuto risultare letale.
Nel frattempo le maglie degli svizzeri cominciavano a strapparsi, toccava prima a Embolo e poi a Xhaka, al quale lo stesso inconveniente capiterà anche nella ripresa. La Francia, invece, fin dall’inizio era stata costretta a giocare non con la seconda maglia ufficiale ma con una completamente bianca (l’altra aveva una manica rossa come quelle degli albanesi e per questo non andava bene). Nel secondo tempo la Francia cercava di farsi avanti ma faticava a creare pericoli, affidandosi al talento del ‘Polpò Pogba, oggi il migliore dei suoi, e Griezmann che però incideva poco. C’era il tempo di vedere anche un pallone bucato dai tacchetti di Behrami, poi Griezmann si liberava al tiro ma Sommer di pugno metteva in angolo.
A far vedere che la Francia di oggi non può fare a meno di lui provvedeva Payet, eroe dei primi due turni e oggi subentrato a Coman. Il talento del West Ham colpiva una traversa con un tiro al volo sull’assist di Sissoko, poi si rendeva pericoloso anche con una conclusione di controbalzo. Era l’ultima brivido di un match in cui alla fine le squadre apparivano stanche e desiderose di chiudere in fretta senza farsi male. Francia e Svizzera ricominceranno a fare sul serio dagli ottavi di finale.