Le vacanze bollenti degli Azzurri dopo gli Euro

Hanno dimenticato la sconfitta con vacanze superlusso e selfie da spendaccioni: ecco gli Azzurri dopo la delusione europea. Da Federico Bernardeschi e Stephan El Shaarawy in uno degli hotel più costosi del mondo, a Singapore, a Graziano Pellè, prima in America poi accolto come un imperatore in Cina, passando per la fuga d’amore alle Maldive di Simone Zaza.

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Gigi Buffon ha preferito rimanere in Toscana: dalle coste della Versilia al largo dell’Argentario per coccolare i figli e concedersi ore di passione con la sua Ilaria D’Amico. Anche Giorgio Chiellini ha portato la moglie Carolina Bonistalli e la figlia Nina in Puglia per un po’ di relax italiano.

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Andrea Barzagli ha festeggiato l’anniversario con Maddalena Nullo a Capri, mentre Eder è andato a Mykonos con la moglie Luciana e il loro bimbo.
Più scatenati Federico Bernardeschi e El Shaarawy che si sono concessi un po’ di divertimento a Singapore nell’hotel più caro, con tanto di selfie nella piscina da sogno, prima di dirigersi verso Bali. Simone Zaza ha scelto una location classica da vip: Maldive.

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Un resort superlusso da condividere con la fidanzata Chiara Biasi. Graziano Pellè è volato in America con Vicky Varga prima di trasferirsi in Cina, dove la coppia è stata accolta calorosamente.

La donna più grassa della Cina, pesa 242 chili: “Voglio dimagrire e trovare l’amore”

Qian Qian, 31 anni, è la donna più pesante di Cina con una mole di 242 chili.
Dopo averle provate tutte, la giovane ha deciso di sottoporsi a un intervento di bypass gastrico per perdere peso. “Spero così di trovare l’amore”.

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Accade a Changchun, in Cina. Come riporta il Mail Online, Qian Qian racconta di non sentirsi mai piena, anche dopo aver ingerito cento kebab, due casse di birra e un paio di chili di costine di maiale in una sola volta.
Alla nascita, la ragazza era una bimba come tutte le altre. Ma poi i genitori iniziarono a mandarla dai nonni dove il suo appetito aumentò, tanto che riusciva a mangiare tre volte più degli altri nipoti.
Alle elementari già pesava il doppio degli altri bambini e all’università raggiunge i 146 chili. Fino poi ad arrivare alla stazza di oggi. “I miei vecchi amici – racconta – nel frattempo si sono fidanzati e sposati. Ma io non ho mai neanche osato sognarlo”.
Dopo aver fatto alcuni tentativi fallimentari per pedere peso, in ottobre Qian Qian ha deciso di rivolgersi ai medici e ha deciso di sottoporsi all’intervento. “Spero così – conclude – di trovare un po’ di normalità nella mia vita e di trovare l’amore”.

Andava a lezione con gli studenti, l’Università avvelena Casper, il cane-mascotte

20141123_84311_20141123_84289_casperEra diventato la mascotte dell’Università Northwest A&F della contea di Yanglin, in Cina. Almeno finché il rettorato non ha deciso di farlo fuori.
Casper, un simpatico randagio bianco, aveva l’abitudine di assistere alle lezioni insieme agli studenti. Entrava, si sedeva trai banchi e ascoltava in silenzio. Il cane, diventato ormai una star locale dopo varie apparizioni sui social e sui giornali, aveva una spiccata preferenza per le lezioni di inglese e matematica, dove le sedie erano abbastanza comode da potersi sdraiare.  Purtroppo, la sua carriera universitaria è stata di breve durata: il corpo del cagnolino è stato ritrovato senza vita qualche giorno fa in un cestino sul campus. Casper è stato avvelenato dai funzionari di facoltà perché metteva a repentaglio il buon nome dell’Università, e buttato nella spazzatura senza tante cerimonie.  Il ritrovamento ha provocato una rivolta tra gli studenti: sotto choc per la soppressione del cucciolo ora accusano l’Università di averlo ucciso a sangue freddo. «Siamo tristi e arrabbiati – spiega Xiao Wang, studente di 23 anni – non era necessario uccidere Casper, stava seduto insieme a noi a lezione senza dare fastidio a nessuno, non era una minaccia. Il rettorato aveva solo paura di fare una figura poco professionale». La pensa come lui anche la maggior parte dei suoi compagni. «Nessuno si è mai lamentato della sua presenza, nemmeno i professori – dice Xiong Hou, 21enne – anzi Casper aveva anche una buona influenza sulle persone».  Dal canto suo, il rettorato si difende, facendo presente che i randagi creano disordine sul campus e non possono essere tollerati perché costituiscono una minaccia per studenti e professori. «Se dovessero mordere qualcuno la responsabilità sarebbe dell’Università stessa», sottolineano i funzionari. Ma alla fine è successo il contrario: l’Università ora viene ritenuta responsabile dalla soppressione di Casper.