Phelps si ritira dalle gare, l’annuncio su Facebook: “Dopo Rio smetto”

«Dopo Londra avevo promesso che non sarei tornato e invece l’ho fatto. Stavolta la mia decisione è definitiva, lo farò veramente, non competerò più a questi livelli». Il fenomeno di Baltimora, Michael Phelps, annuncia così nel corso di un Facebook Live da Rio de Janeiro, il suo ‘nuovò addio alle competizioni. L’atleta più medagliato della storia delle

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Olimpiadi lo fa dopo aver conquistato la 23esima medaglia d’oro ai Giochi che chiude così la sua carriera olimpica tra le lacrime e i tanti successi (28 medaglie in assoluto).
Lo statunitense comunicò il primo addio subito dopo i trionfi di Londra 2012, una decisione poi ritirata che lo ha portato a vincere anche in Brasile. L’ultima in ordine di tempo è stata quella della staffetta nella 4×100 misti. «La mia carriera si è conclusa come io ho sempre desiderato. Ho vissuto un sogno divenuto realtà», ha sottolineato Phelps. Con lui gli Stati Uniti hanno superato il tetto delle mille medaglie d’oro conseguite nella storia delle Olimpiadi. Gli Usa hanno vinto la staffetta nuotando in 3’27«95, nuovo record olimpico, davanti alla Gran Bretagna, argento in 3’29»24, e l’Australia bronzo in 3’29«93.

Rio. Niccolò Campriani e Petra, carabina e amore: “Grazie a lei ho vinto l’oro”

Per il nuovo oro italiano Niccolò Campriani, campione della carabina a Rio, questa Olimpiade è davvero speciale. Già perché anche la fidanzata Petra Zublasing è in gara. Entrambi fanno parte del team degli Azzurri arrivati in Brasile per i giochi ed entrambi sono specialisti della carabina da dieci metri.

Rio: Campriani gold medal, Olympic Games 2016

Solo che Petra la sua occasione l’ha fallita non riuscendo a conquistare il podio nella prima giornata. La coppia, però, ormai è rodata. Il fiorentino e l’altoatesina, erano già assieme sul podio lo scorso anno nella gara mista della carabina ai Giochi europei di Baku. Campriani ha vinto un altro oro dopo quello di Londra e ha dovuto consolare Petra dopo la delusione nella gara di carabina di Rio dove la campionessa mondiale è arrivata 33ª:
“Devo tanto a Petra (Zublasing ndr) – ha detto Niccolò a fine gara – perché in questi ultimi anni non ero la persona più felice del mondo, ho fatto veramente fatica a divertirmi nello sport che facevo e a mantenere la passione viva, lei era sempre lì a supportarmi. Non sarei qui oggi con una medaglia d’oro al collo senza di lei. È successo di tutto in
questi 4 anni, ho fatto fatica ad adattarmi il cambio regole ma oggi sono contentissimo. Questa è la prima medaglia d’oro con le nuove regole. Ho odiato questo sport ma oggi sono felice».

Ana Laura Ribas: “Vi racconto i miei primi 50 anni… senza rimpianti”

Molte amicizie se le è lasciate alle spalle e non ha grandi rimpianti professionali Ana Laura Ribas che oggi festeggia i suoi primi cinquant’anni. Con Tgcom24 ripercorre i momenti più importanti della sua carriera, da “Ok il prezzo è giusto” a quando faceva la velina, parla dell’amore per il suo compagno più giovane Marco Uzzo e racconta del dolore più grande:

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“La perdita del mio adorato cane Gogò dopo vent’anni è stata devastante”.
Ana Laura, 50 anni sono una tappa importante, cosa significano per te e come sei cambiata?
Agli occhi di tanti sono troppi, ma a me sembrano normali, mi fanno solo pensare che sono molto fortunata. Arrivare con il mio spirito e salute alla mia età è un privilegio da pochi. Non penso di essere cambiata, mi identifico molto con questa citazione che ho trovato su web ‘arrivare a 50 anni ha i suoi vantaggi e svantaggi, non riconosci le lettere da vicino, ma riconosci i coglioni da lontano’…

Che ricordo hai di quando giovanissima sei arrivata in Italia come modella?
Ero felice da matti… Tutto, proprio tutto, era completamente diverso dal mio Brasile. Non capivo i termosifoni, i cappotti, questo vestirsi e svestirsi. Ho dovuto imparare tutto, persino la tradizione per la tavola, il saper mangiare bene. Ero perdutamente innamorata di questo Paese. Poi c’era Mike Bongiorno che mi ha cambiato la vita…

Tutti ti ricordano a “Ok il prezzo è giusto”, che esperienza è stata per te? Sentì ancora Iva Zanicchi?
Mi divertivo come una pazza, per me era un gioco dove guadagnavo. Iva mi adorava, mi trattava come una figlia ed io ero gasatissima. Infatti, tanta gente mi ricorda sempre per quelle quattro edizioni (dal ’94 al ’98) con Iva e mi fa sorridere, le ragazze mi dicono spesso ‘Mia mamma era pazza di te’ e invece i ragazzi ‘eri il mio sogno erotico’… io scoppio a ridere… Figuriamoci! Ho partecipato ai migliori programmi tv negli anni 90 e primi 2000. Raggiungevamo una audience che oggi se la sognano….

In pochi invece si ricordano che sei stata una delle prime veline, come era allora stare sul bancone di Striscia?
Non ero proprio consapevole di avere il ruolo più sognato di ogni ragazza italiana. Anche Striscia per me era un gioco. Allora le veline erano molto valorizzate, ed io, insieme a Simonetta Pravetonni siamo state le prime veline portatrici sane di un microfono, oggi è molto diverso…
E’ da poco ripartita l’Isola dei Famosi, la rifaresti? Chi è il naufrago che ti è rimasto nel cuore?
E’ stata una delle più belle esperienze della mia vita. Ci tornerei adesso, anche senza telecamere. Mamma mia quanti battibecchi.. Ribas attacca brighe.. lo facevo apposta e ridevo… Alla fine penso con tanto affetto a tutti loro, non ho un naufrago preferito.

Professionalmente parlando cosa ti manca oggi?
Non ho mai preso su serio questo cosiddetto mondo dorato dello spettacolo. Anzi, per me era solo un modo di divertirmi e guadagnare per girare il mondo… Ce l’ho fatta, ho visto quasi tutto il mondo con i miei occhi. Sogno realizzato. Però, una cosa vorrei fare… Il progetto c’è e mi piace molto…

Hai incontrato molte persone nel tuo percorso, che rapporto hai oggi con Lele Mora?
Ho sempre avuto un difetto pazzesco. Confondere affari con affetti. Mi affeziono alle persone, avendo la famiglia lontana ho bisogno di questo. Ho voluto un gran bene a Lele, credevo davvero di essere una sua amica, invece ho scoperto con il senno di poi che così non era. Pazienza, ci sono rimasta male. Ma va bene.

E con Simona Ventura?
Apprezzo molto Simona professionalmente per il suo coraggio di andare come concorrente in un programma dove lei era la regina. Le ho mandato un messaggino facendole gli in bocca al lupo. Anche se sono convinta che sarebbe una grande produttrice, autrice televisiva, lei sa di televisione come pochi. E’ stato come con Lele Mora… Solo che con lei è stato più doloroso il fatto.

Sei innamoratissima di Marco, tempo fa hai detto che lo avresti lasciato perché lo ami troppo, ma siete ancora insieme, cosa è cambiato nel frattempo?
Amo Marco come non ho mai amato nessuno. La nostra storia è una favola, un amore che non si riesce a raccontare, non si può… Troppo nostro. Non è cambiato nulla, penso sempre che la nostra differenza d’età sia contro natura in futuro

Anni fa hai lottato contro una brutta malattia, hai dovuto rinunciare alla maternità, ti manca non avere un figlio?
In verità non ho lottato, l’ho vissuta in maniera difficile ma serena, ripeto, sono una persona fortunata, illuminata. Un’altra verità è che non ho mai avuto l’istinto materno, mai avuto il desiderio di diventare madre. Dove sta scritto che una donna è completa solo se partorisce? Io sono una donna risolta, felice, ed è andata come doveva andare.

Solo qualche mese fa invece hai perso il tuo caro cane Gregorio, come è cambiata la tua vita?
La perdita di Gregorio è stato il dolore più grande della mia vita. E credimi, non è che la mia vita sia stata tutta rose e fiori. Vivere senza il mio Gogó è un martirio per me. Vent’anni insieme al mio bambino, è stata la scelta migliore che ho fatto. Le persone che amano e aiutano gli animali anche grazie ai social capiscono il mio dolore.

Come festeggi questo compleanno importante?
Sono ben 25 anni che non festeggio un compleanno con mia madre e i miei fratelli. Ho pensato che questo giro di boa era una buona occasione per festeggiarlo in Brasile. E poi sentirsi dire dalla propria mamma ‘felice compleanno bambina mia’ a 50 anni non ha prezzo…

La nutrizionista sportiva più sexy al mondo: tutti pazzi per la paraguaiana Rossana

Si chiama Rossana Torrales e in Brasile sta facendo impazzire tutti. La bellissima ragazza paraguaiana, 27 anni, è la nutrizionista della squadra di calcio del Boavista Sport Club, squadra che milita nel campionato Carioca in Brasile.

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Un fisico da urlo, forme perfette e linea mozzafiato: per mantenersi in forma mangia salutare e fa tantissima palestra. Sui social network è una vera e propria stella: ogni sua foto è commentata da centianaia di persone che la ammirano quotidianamente.

In arrivo il profumo con l’odore del partner: l’idea dalla Francia, in vendita da ottobre

“Dammi il tuo odore, ne farò un profumo”. Presto il profumo con l’odore dell’amato. Dopo anni di ricerche un’azienda transalpina lancia, a partire dal prossimo ottobre, l’introduzione nel mercato di speciali flaconi in cui si potranno conservare gli effluvi dei propri cari.
«Il nostro obiettivo è riprodurre il più fedelmente possibile la firma olfattiva, l’aura di una persona, qualunque sia la sua età, per dare conforto a chi soffre della sua assenza», racconta Katia Apalategui, 52 anni, cofondatrice di

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Kalain, la società che ha lanciato il progetto. «Più di ogni altro senso – aggiunge – l’olfatto ha un incomparabile potere evocativo, capace di rianimare i ricordi più nascosti. Ho ricevuto centinaia di mail o chiamate entusiastiche. Evidentemente ciò che facciamo risponde ad un bisogno». A trovare la formula magica è stata l’unità di chimica organica e macromolecolare (Urcom) dell’Università di Le Havre.
«È stato un rompicapo», racconta Géraldine Savary, una delle scienziate che ha partecipato alle ricerche. In pratica, consiste ad estrarre, a partire da indumenti imperativamente non lavati, un cocktail di una cinquantina di molecole che, mischiate con l’alcol, daranno il legame olfattivo desiderato. «Abbiamo già un centinaio di ordinazioni, dalla Francia, certo, ma anche da Brasile, Italia, Canada. Stati Uniti», esulta ora Katia, la cui società intende proporre per il momento solo due tipi di flaconi: uno per gli eventi felici (nascite, battesimi, matrimoni), l’altro per il lutto. In entrambi i casi i prezzi sono stellari: 560 euro per una sola boccetta. Forse meglio una vecchia foto.

Orlando Orfei morto a 95 anni in Brasile. Addio al papà del circo italiano

Il papà del circo italiano e mondiale, Orlando Orfei, è morto a 95 anni a Rio de Janeiro.
Secondo i media locali, l’artista, che soffriva di Alzheimer, è deceduto a seguito di una polmonite.

20150803_104020_orlando_orfei__1_Nato a Riva del Garda nel 1920, attorno alla metà degli anni Cinquanta iniziò la sua carriera di ammaestratore di belve, che lo rese famosissimo. Alla fine degli anni Sessanta si trasferì in Brasile, dove fondò il Circo nazionale italiano, oltre a gestire un grande parco di divertimenti.