Mtv Video Music Awards, è sfida tra Beyoncé e Adele

Britney Spears, Ariana Grande e Nicki Minaj annunciano performance imperdibili, Taylor Swift invece non ci sarà. Ma le vere rivali agli Mtv Video Music Awards, che saranno assegnati il 28 agosto, sono Beyoncé e Adele. La cantante statunitense ha conquistato 11 nomination per il suo ultimo progetto “Lemonade”, mentre la star britannica si è fermata a sette.

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“Hello” è il superfavorito si candida a stravincere nella categoria Miglior video pop (è dato a 1,50 dai sondaggi di Agipronews, proprio davanti a Beyoncé con “Formation” a 2,50). Sempre Adele è in pole position nella categoria Miglior video femminile (a 1,20), dove la rivale da battere è invece Rihanna con “Work” (a 4,00).

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Per il video dell’anno, invece, Beyoncé si prende la rivincita in lavagna: “Formation” è avanti a 1,50 ed “Hello” insegue a 2,50. Poche le chance per gli uomini in nomination, con Drake (“Hotline Bling” a 5,00), Justin Bieber (“Sorry” a 9,00) e Kanye West che in passato ha sempre polemizzato (“Famous” a 14,00).

Cecilia Capriotti, bellezza incontenibile al mare

Da Capri alla Sicilia, con una puntatina a Milano per il concerto di Beyoncé. Le vacanze di Cecilia Capriotti non sono ancora finite. Tanto mare per la showgirl in dolce attesa che giorno dopo giorno mostra le sue curve materne (e incontenibili) in bikini mentre un imperdibile balletto a bordo piscina esalta la sua femminilità.

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Accompagnata dalla madre, dalla sorella Manola e dal compagno Gianluca Mobilia, Cecilia si gode sole, relax e tante coccole da parte della sua famiglia. In splendida forma, dalla Sicilia, posta scatti al cardipalmo in costume mettendo in mostra un pancione sempre più tondo e un décolleté a dir poco esplosivo. Anche incinta (di una bambina) la showgirl marchigiana sfoggia costumi super trendy che valorizzano le sue forme. Da quello bianco intero con i laccetti che si intrecciano sul seno, a quello nero al bikini in jeans che possiamo ammirare in uno stacchetto vicino alla piscina sulle note di Justin Timberlake, “Can’t stop the feeling”.

Beyoncé stende Milano con un concerto visual: in 55mila incantati dal Monolite di Queen Bey

Trionfo di Beyoncé allo stadio di San Siro di Milano, dove il “Formation World Tour” della star statunitense ha fatto la sua unica tappa italiana. Di fronte a 55mila spettatori è andato in scena uno show capace di unire spettacolarità e calore, dove Beyoncé ha messo in mostra tanto le strepitose doti vocali quanto una personalità in grado di fare impallidire le concorrenti.

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Dopo il visual album, ovvero un disco accompagnato da un video dal primo all’ultimo minuto a farne quasi un film, Beyoncè ha adottato il “visual concert”. Il Formation Tour che ha toccato l’Italia in uno stadio San Siro pieno ed entusiasta, è uno spettacolo formalmente perfetto, intenso, che si svolge di fatto tutto sul “Monolith”, un parallelepipedo di 18 metri di altezza sul quale viene rimandato (opportunamente rimaneggiato) tutto quello che accade sul palco. Bella novità, dirà qualcuno, come fosse la prima volta che si usano maxi schermi in concerti, specie in grandi spazi all’aperto. Il punto è che se di solito il maxi schermo è un’aggiunta per aiutare a vedere o per rimandare visual con effetto scenografico, qui è il mezzo assoluto. Al punto che le luci poste alla sua base spesso con la loro intensità impediscono (pena l’accecamento) di guardare gli artisti muoversi sul palco, costringendo a fissare lo schermo. Già il nome (che rimanda al Monolite di “2001 Odissea nello spazio)” fa capire che non si tratta di un semplice maxischermo, ma di un elemento focale, sul quale tutti devono concentrarsi. Il Monolite è il palco, ora virtuale ora reale, come quando durante “Partition”, Beyoncè e le sue ballerine si esibiscono al suo interno.
Uno show in cinque atti, introdotti tutti da visual dall’impatto visivo e simbolico potente tratti dal video realizzato per l’album “Lemonade”, e proprio “Lemonade”, con sette estratti, costituisce l’asse portante di uno spettacolo dalla trama solida, alla quale sono stati anche sacrificati alcuni dei successi che la gente si aspetta in eventi del genere (vedi “Single Ladies”). E dove la protagonista assoluta è lei: lei ora vestita in pizzo nero con stivaloni leopardati, ora in pizzo bianco o in latex rosso. Lei sempre con la posa giusta e il vento nei capelli (miracoli dei ventilatori disseminati sul palco), ma che non ha timore nemmeno di presentarsi con trucco e parruco infradiciato da un finale tutto interpretato sul secondo palchetto piazzato in mezzo al pubblico e trasformato in una piscina per uno dei momenti più spettacolari della serata, pur nella sua semplicità (rispetto alle magie tecnologiche del Monolith).
Lo schermo la rimanda in versione maxi, spesso in solitaria o supportata giusto dal corpo di ballo che la segue fedele e sottolinea alcuni momenti dello show con coreografie acrobatiche. Per il resto la band (tutta al femminile) è una presenza ectoplasmatica, dove solo batterista e chitarrista hanno l’onore di apparire al pubblico per due assoli di grande effetto rispettavamente su “Countdown” e “Don’t Hurt Yourself”.
Il Formation Tour è uno spettacolo in grado di mostrare tutte le facce di Beyoncé. Tecnicamente perfetto, al limite dell’algido, soprattutto nella prima parte, ma capace anche di grandi slanci di calore e comunicatività. Che esplodono sia in momenti collettivi (l’urlo dei 55mila al termine di una travolgente “Daddy Lessons” è al limite dell’assordante) che in altri dove la signora Knowles si esibisce a cappella (come per “Irreplaceble” ma soprattutto una splendida “Love On Top”) o lascia andare le sue corde più soul. L’interpretazione di “The Beautiful Ones” vince per distacco su tutti gli omaggi riservati a Prince negli ultimi mesi, Prince a cui viene ceduta la scena con il Monolite colorato di viola mentre passa la versione originale di “Purple Rain”. In due ore Beyoncé passa con disinvoltura dall’r’nb al pop, dal soul fino al rock, a dimostrare una duttilità interpretativa che la pone un passo avanti alle contendenti al trono della categoria (qualcuno ha detto Rihanna?).
Il finale è un’infilata di successi dove la tensione emotiva del percorso tracciato dallo show si scioglie: “Crazy In Love”, “Naughty Girl”, “Freedom”, un tocco di Destiny’s Child con “Survivor”, “End Of Time” e la conclusiva “Halo” permettono di assestare il colpo del ko. C’è modo e modo di utilizzare gli stadi per un concerto: Beyoncé ha alzato l’asticella per tutti quelli che verranno dopo.

Emily Ratajkowski mostra i suoi gioielli d’oro

Nuda l’abbiamo vista in tutte le salse e da tutti i lati ma chi l’avrebbe detto che anche vestita Emily Ratajkoswki potesse essere tanto bollente?
Per l’evento Max Mara Face of the Future allo Chateau Marmont di Hollywood, l’attrice ha scelto un completo-pantaloni color mostarda di Roberto Cavalli.

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I calzoni a zampa lanciavano le lunghe gambe e la giacca corta enfatizzava il suo famoso décolleté. Impossibile non notarlo visto che sotto non indossava proprio niente.
Durante la serata, organizzata dall’organizzazione Women in Film, Emily Ratajkowski ha parlato delle donne da cui trae ispirazione, come bravura e come bellezza. Oltre a Beyoncé, Emily ha citato Rosie Huntington-Whiteley e Lily Aldrirge, dicendo di quest’ultima: “Osservo sempre le sue foto e quando devo fare trucco e capelli guardo a quello che ha già fatto lei”.
Ma Emily Ratajkowski si è subito affrettata ad aggiungere: “Non dobbiamo paragonarci ad altre persone, soprattutto per quanto riguarda il nostro corpo, dobbiamo accettare quello che ci è stato dato e imparare ad amarlo”.
E come si fa non amare il corpo che è stato donato a Emily?

Lady Gaga inarrestabile: canta l’inno al Super Bowl e omaggia Bowie ai Grammy

Lady Gaga si appresta a vivere un mese da protagonista. Dopo aver vinto il Golden Globe per il suo ruolo in “American Horror Story: Hotel”, la star canterà l’inno nazionale al 50mo Super Bowl, in programma il 7 febbraio al Levi’s Stadium di Santa Clara, in California. Miss Germanotta non si ferma qui. Il 15 febbraio si esibirà ai Grammy in uno speciale tributo a David Bowie, aspettando la notte degli Oscar: Gaga è in lizza per la miglior canzone.

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Il 2016 si annuncia pieno di successi per Lady Gaga, che ha già trionfato ai Golden Globes con il suo primo ruolo da attrice. La star è tra gli artisti che si esibiranno al prossimo Super Bowl, evento sportivo (e televisivo) dell’anno, insieme a Bruno Mars, Coldplay e Beyoncé che canteranno nell’intervallo della partita tra Carolina Panthers e Denver Broncos.
Una settimana dopo, il 15 febbraio, Gaga sarà sul palco dei Grammy Awards, dove omaggerà David Bowie con un tributo definito “sperimentale”. La performance dell’artista ai premi era già stata programmata da tempo, ma come ha spiegato il produttore esecutivo dello show Ken Ehrlich, dopo la morte del Duca Bianco “abbiamo subito parlato e concordato che sarebbe dovuto diventare un tributo a David. Lei è perfetta per questo”. Lady Gaga non ha mai fatto mistero di aver avuto in Bowie una fonte di ispirazione e ai Grammy sarà coadiuvata da Nile Rodgers, storico produttore dell’album “Let’s Dance”.
Ma le soddisfazioni per l’artista potrebbero proseguire il 28 febbraio. A Los Angeles si assegneranno gli Oscar e Lady Gaga è in lizza per la statuetta con “Til It Happens to You”, brano inserito nella colonna sonora del documentario “The Hunting Ground”, composto insieme a Diane Warren e in corsa nella categoria miglior canzone originale. Il 2016 pare proprio essere iniziato nel migliore dei modi per Gaga, che quest’anno ha in cantiere il quinto album in studio, annunciato dopo i Golden Globes, e le nozze con il fidanzato attore Taylor Kinney. Meglio di così…

Beyoncé ci ricasca: scollatura hot e… smagliature

Scollatura hot per Beyoncé, ospite d’onore con il marito Jay Z al match tra Miguel Cotto e Canelo Alvarez, al Mandalay Bay Events Center di Las Vegas, lo scorso 21 novembre.

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La star si è presentata con un abito mozzafiato che lasciava ben poco all’immaginazione, imperfezioni comprese. Come già un mese fa, Queen B ha mostrato il generoso décolleté con tanto di smagliature. Per i maligni, il seno non è naturale, il piccolo difetto invece è proprio vero.